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Impressioni 15 dicembre 2009 · lettura 1 min · 2948 letture

Déesse

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Quando tornavo a casa m’imbattevo, in una strada del nuovo rione, nella DS spesso parcheggiata sul marciapiedi lì di quella via. Io provavo, ricordo, un’emozione intensa e dolce per quella visione che il senso innato dell’educazione senz’altro mi vietava di toccare. M’accontentavo solo d’osservare quella Déesse; ancora non sapevo che diva stesse a significare. Senza supporlo affatto, un bel frammento di quel mondo platonico ammirare potevo, mentre chiuso mi trovavo nella caverna della fanciullezza. Oh, profonda, fantastica impressione di un mondo proiettato sull’etereo desiderio di forme arrotondate, morbide, calme e di vite cullate nel ventre di quel lusso transalpino che immergeva quel timido bambino in voluttà lontane, baudelairiane!
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E’ un omaggio alla forse più bella autovettura mai creata, la Citroen DS, che si pronuncia ‘deès‘, come déesse, dea. All’incirca decenne, me ne innamorai, prima ancora di invaghirmi di Greta Garbo, della quale proiettavano una serie di vecchi film nell’unico canale della televisione allora esistente. Il lettore accorto noterà, negli ultimi versi, un riferimento al "luxe, calme et volupté" della poesia "L’invitation au voyage" di Charles Baudelaire.

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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (3)

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Paolo Ursaia15 dicembre 2009

Originale... il gioco della memoria mi coinvolge; il linguaggio è discorsivo e raffinato... e la magia è fatta. Piaciuta

Gabriella Caruso15 dicembre 2009

Poesia che ti catapulta in periodo lontano e l'autore riesce a far vivere attualissimo quel mondo nei suoi ricordi di fanciullo. Bella macchina la citroen DS. spettacolare il riferimento a Baudelaire.

Silvana Poccioni15 dicembre 2009

Immagini e sensazioni della fanciullezza, che riaffiorano nel ricordo del poeta, ormai adulto, con quella dolcezza mista a rimpianto per l'innocenza primigenia del cuore e per quei primi brividi di una sensualità ancora sconosciuta ma già "affascinante". Bella