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Amore 15 dicembre 2009 · lettura 2 min · 7839 letture

L'incensiere di porcellana

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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Dovrei chiederti di dimenticarmi, figlio mai nato Ma non riesco mentre prego al mio crocifisso in ginocchio su questa nave dell'oblio che mi riporterà in patria Dovrei chiederti di amarmi, figlio mio mai nato E ti dono un bacio che sappia volare sulle creste delle onde che arrivano fino alle lacrime del cielo sugli scogli che nascondono il silenzio delle sirene che spiano e custodiscono il cuore degli oceani, sulle dune di rocce e carovane al passo lento del mio cavallo. Dovrei rialzarmi e salutare quest'Asia che mi ha amato questo mondo che mi ha accolto come se fossi stato re del Kathay Ed invece piango in invisibili pianti che soffocano i miei muscoli mentre ogni ricordo mi porta a tua madre che l'Asia partorì schiava per donarla a me come principessa che mi donava un canto senza voce che mi amava di dolcezza che aveva il sapore dell'Eco che si perde fra le montagne di questo regno che la stirpe dei Khan volle dipingere del profumo che portai di zafferano. Non voglio dirvi "Addio" e mai riuscirò a pronunciare questo fetido saluto che già la morte volle darmi nelle segrete delle ombre quando la festa per la tua nascita si macchiò di sangue Anima che prende ali e lacrima rancore dagli angeli Eco che si fa frastuono di tempie che vorrebbero esplodere come nubi in tempesta. Ti persi, figlio mio, quando quel giorno dovevi nascere e il tuo primo ed ultimo pianto portò via con sé gli occhi di Sole di tua madre Con poco il tempo divenne marito della morte con poco il giorno di festa divenne celebrazione di lutto e d'ira che corrode il cuore come funebre catena che tengo stretta alla mano intonando preghiere e bruciando fiori insieme ad incenso nel braciere delle reminiscenze, tra i cori degli spiriti e la porcellana bianca del nostro incensiere.
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Poesia dedicata a Gary Jennings, conosciuto anche per il suo libro"Il viaggiatore"ispirato alla vita di Marco Polo. Secondo la leggenda Marco Polo durante la sua visita in Oriente si innamorò di una serva che si chiamava Hui- sheng (nome che significa Eco).Era una schiava resa sordomuta ma aveva la bellezza e la grazia di una regina. Marco Polo la scelse come "moglie".Lei rimase incinta ma al parto morirono lei e il bambino. Si dice, sempre secondo la leggenda, che Marco Polo non si separò mai da un incensiere di porcellana. L'incensiere di porcellana apparteneva a Hui- sheng.

L'autore
Giorgia Spurio
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Commenti (4)

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RaggiodiSole15 dicembre 2009

Opera di raffinata fattura, come sempre questa poliedrica Autrice riesce a catturare ogni sfumatura in qualsiasi tema essa si cimenti, ne rimango sempre affascinata per la profondità, la soavità, la perfetta scorrevolezza con cui si snodano le sue pur lunghe Opere, che catturano il lettore in un vortice di infinite emozioni e che arrivati alla chiusa... vorresti che non fosse ancora finita! Straordinaria anche nell'accostare i video, sempre perfettamente attinenti. Infiniti applausi

Salvatore Ferranti15 dicembre 2009

Poesia meravigliosa, com'è la storia che racchiude. Antiche leggende che vengono da lontano, e dopo quasi mille anni, ancora ci affascinano. L'autrice, sempre molto sapiente, riesce a dare vita a versi di rara bellezza. Poesia che conservo.

El Corripio15 dicembre 2009

Bello lo spunto poetico. Storia a me sconosciuta, penso che leggerò presto quel libro. Una poesia piacevole anche se triste. E' la sensibilità dell'autrice che ne risalta l'amore sconfitto, con versi splendidi. La conservo nel cuore.

Mr Magoo15 dicembre 2009

un castello di cristallo costruito ad arte ...porta in mondo lontani a dar riminescenze di noi una favola descritta a note cristalline e trasparenti bellissima.