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Introspezione 17 dicembre 2009 · lettura 1 min · 6056 letture

Prigioniera

Antonella Bonaffini 924 poesie pubblicate
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Un terremoto raggela la mia anima il mare mi inghiotte rapido dentro le sue fredde acque e nuoto completamente sola nel vuoto più profondo di me stessa. Le forze mi abbandonano ma l'istinto è quello di lottare cercando di poter trovare la porta che mi conduca alla salvezza. La porta è li immobile ferma ad aspettare ma non c'è una chiave ahimè Io non ho una chiave... travolta e senza neanche respirare io cado prigioniera delle onde di me stessa e chiudendo finalmente gli occhi... dell'infinito mare.
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L'autore
Antonella Bonaffini

Chi sono? Gran bella domanda... Semplicemente un io "scomposto" tra i tanti....forse più composti di me. Sono nata a Messina città a cui sono molto legata il 29 Agosto del 1974. Vivo a Roma da 13 anni. Sono orgogliosissima di esser Siciliana. Da sempre adoro scrivere e dipingere. Credo di aver un arcobaleno gig

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Commenti (19)

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Mr Magoo17 dicembre 2009

stupenda descrizione di stati d'animo bellissima

Paolo Ursaia17 dicembre 2009

Un urlo dentro una bottiglia; a volte, si è prigionieri di se stessi, della propria capacità di sentire quello che altri nemmeno immaginano esistere. Ben scritta, musicale, elegante. E piaciuta

P
Paolo Faccenda17 dicembre 2009

Le immagini fortemente descrittive come spesso usa fare la poetessa, quindi all'opposto del simbolico, ne conservano la forza suggestiva, rimandando a significati, metafore, stati d'animo, che vanno ovviamente oltre la descrizione e narrazione. Decisamente ottima.

Rosy Marchettini17 dicembre 2009

Tormento interiore, anima che si frantuma, disperazione impotenza, abbandono Poesia che canta l'accortocciarsi dell'nima dell'autrice Bellissima, splendida poesia Piaciuta tantissimo

Anna Maria Obadon17 dicembre 2009

Questi versi esprimono sensazioni che ho provato nella mia vita quindi mi hanno profondamente coinvolto. Piaciuta.

Berta Biagini17 dicembre 2009

Momenti che mi hanno riportato ad un sogno fatto proprio stanotte e sepppur siano passate diverse ore sempre prevale nei miei pensieri. Molto suggestiva.

Nadia Mazzocco17 dicembre 2009

Poesia tormentata, quasi un incubo ad occhi aperti, da cui si vuole fortemente uscire ma... "io cado prigioniera /delle onde/di me stessa/e chiudendo finalmente gli occhi.../dell'infinito mare." Una magistrale descrizione dello stato d'animo di quel momento. Applaudo ammirata!

Salvatore Ferranti17 dicembre 2009

Poesia sublime, anche se è dura, quasi una resa. Ma è proprio quando meno lo si aspetta, che arriva il raggio di sole che ci salva. Apprezzatissima introspezione.

P
Pp17 dicembre 2009

Hai ragione ed è un tormento... che si cerca di velare, ma fino a quando? Applausi.

Zeno Ferigo17 dicembre 2009

trovare difficoltà ad uscire da incubi che a volte attanagliano l'anima, quasi imprigionandola, non è solo sensazione onirica, ma problema quotidiano. Molto piaciuta

Giovanni Monopoli17 dicembre 2009

nella vita le difficoltà sono sempre ai nostri piedi, la forza del reagire deve essere tanta per trovare quella chiave che c'aprirà al cammino solare da intraprendere... bella poesia che così ho voluto interpretare

Antonella Scamarda17 dicembre 2009

Esser prigionieri di se stessi, del proprio dolore, delle proprie angosce, e non poter trovare la chiave che ci apra la porta della salvezza... Poesia che svela le paure che attanagliano l'autrice... paure che certamente sconfiggerà!

Sergio Melchiorre17 dicembre 2009

Poesia che esalta la solitudine e la eleva a visione allo stato puro...

Daniela Messana17 dicembre 2009

Questa metaforica "morte" confessa, contrariamente a quanto si potrebbe dedurre, una paura di lottare, non un abbandono alla vita. Il fatto di vedere una via d'uscita e di non possedere il mezzo per varcarla mi fa pensare al timore della solitudine nell'affrontare difficoltà presunte. Così l'ho sentita e così vedo nella foto "il morto a galla" che tra breve ...ricomincia a nuotare. Bellissima.

Antonio Biancolillo17 dicembre 2009

Una introspezione che sa portarci facilmente in quell'animo dall'innato istinto alla lotta ...che non potrà mai svanire... pur se prigioniero di se stesso... travolto dalle onde del suo sentire... Per una porta che si chiude ...mille altre attendono di essere aperte... inquell'infinito mare... Superlativa... cara Anto... veramente magnifica.

L
Loreta Salvatore17 dicembre 2009

Poesia delle sensazioni e della condizione interiore, sa comunicare l'idea di prigionia e di assedio dell'anima. Versi di elevata sensibilità e di pregevole eleganza stilistica travolgono il lettore in un vortice di emozioni.

Fabrizio Diotallevi17 dicembre 2009

infatti mica è detto che quando sei in acqua devi per forza lottare per risalire, si può anche scegliere di lasciarsi sommergere. Prigioniera, certo del proprio essere dei propri sentimenti, poesia scritta quasi fosse una breve novella, è un vero inno alla nostra libertà di restar... prigionieri. Direi sontuosa!

Jeannine Gérard18 dicembre 2009

Prondamente colpita da questo urlo che esce dall'anima, descritta in un modo molto forte da sentire i brividi della stessa sensazione della poetessa quando ha scritto questi versi. Sai, quando l'anima soffre ci si sente al bordo del precipizio, ma credo che sono momenti, poi "speriamo" passano... molto sentita, anche se dolorosamente strugente

Carlo Fracassi19 dicembre 2009

Per questa volta salvo la poetessa e mi butto a mare... e nel rianimarla bocca a bocca le sussurro Buon Natale!