La contadina in ginocchio
L Falchero
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Piegata sulle ginocchia,
le mani schiuse e senza più forze
intrise di terra e sangue,
la contadina svuota gli occhi
su queste zolle spaccate
ch'han vomitato e reciso
gli ultimi fiori della stagione:
l'erica e la crisantemina,
dalla corona troppo bella
ch'era scherno alle sterpi e alle verdure.
E mentre il fattore soppesa con orgoglio
le rape, le zucche e le patate,
conta i denari ed il raccolto,
ella ancora si domanda
se sia felice un campo opulento e senza fiori
e se la vita affami di più l'anima o la carne
Cala la notte
ella s'alza e s'allontana.
Sia ormai il vento a portare
semi nuovi di viole, margherite e dalie
che la donna ha consumato
ogni scorta di primavere
dentro al cuore.
©
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L'autore
L Falchero
Nata in un paesino vicino al lago Maggiore nel 1956, vissuta per 30 anni a Milano, dove mi sono laureata in architettura, sono ritornata ai luoghi natii e ho ripreso da alcuni anni la mia antica passione: scrivere. Poesie, racconti, un romanzo d’amore: Amarsi nei secoli SBC edizioni, pubblicato nel 2007 e steso
Commenti (1)
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Paolo Ursaia17 dicembre 2009
Immagini e metafore di grande raffinatezza; versi eleganti, musicali, che prendono l'anima tra le dita. Piaciuta

