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Riflessioni 19 dicembre 2009 · lettura 1 min · 3927 letture

In Una Tasca Logora

Antonella Bonaffini 924 poesie pubblicate
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Piccoli occhi avvolgono con candido calore vetrine che regalano leccornie giocattoli che sembrano parlare E lascia questa terra la sfrenata fantasia ed atterra sullo spazio felice di lasciarsi questo mondo dietro contenta di poter volare via... Ti prego mamma non svegliarmi voglio continuar a sognare tu non ci crederai ma qui è già Natale! Io sono in un paese magico in un castello fatto di ciambelle d'oro di ovatta e di dolce marzapane dai vetri vedo la neve i bimbi cantano di cuore i fiocchi cadono gelidi fuori... ma qui c'è un gran calore. Ti prego mamma io voglio attraversare quel magico confine che non conosce il male vorrei restar bambino mamma recuperar il sapore di quel Natale Magico che il tempo ha ormai serbato in una tasca logora... dimentico di amore.
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L'autore
Antonella Bonaffini

Chi sono? Gran bella domanda... Semplicemente un io "scomposto" tra i tanti....forse più composti di me. Sono nata a Messina città a cui sono molto legata il 29 Agosto del 1974. Vivo a Roma da 13 anni. Sono orgogliosissima di esser Siciliana. Da sempre adoro scrivere e dipingere. Credo di aver un arcobaleno gig

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Commenti (5)

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Giorgio Lavino19 dicembre 2009

E' bello ritornare bambini e Natale ce lo ricorda meglio di ogni altra festa. Ma è solo un sogno e allora per favore non svegliateci. Piaciuta.

Doraforino19 dicembre 2009

Versi che accarezzano, l'amore di un tempo passato un Natale magico, fatto di sogni, sorrisi, sapori antichi e bimbi che cantano felici...

Rossella Gallucci20 dicembre 2009

"Voglio restare bambino, mamma, lasciami nel mio mondo incantato fatto di marzapane, dove non esiste il male..." Versi toccanti, ricordi magici di un Natale che ormai è" in una tasca logora"... bellissima immagine. Molto sentita e aprrezzata

Rita Minniti20 dicembre 2009

Una dolcissima poesia che si legge tutta d'un fiato, che lascia un senso di tepore dal primo all'ultimo verso. Un bisogno disperato di restare bambini e vivere in quel mondo incantato fatto solo di favole e calore, dove lo stesso senso, di quel mondo oramai lontano e logoro, che pervade questi versi, diventa quasi una preghiera, affinché non ci si possa mai risvegliare da tanta bellezza.

Antonella Scamarda21 dicembre 2009

Nella riflessione dell'autrice, la presa di coscienza del Natale visto com'è oggi, svuotato del suo significato, che perde, nel confronto con quello di una volta, dopodiché resta solo la voglia di ritornar bambini, per non abbandonare quel mondo Magico e infinitamente migliore! Immensamente apprezzata!