Cronache di poveri Natali
ed eravamo noi stessi
i figuranti
nel vecchio paese
sfigurato dalla guerra
presepe di fame e di miseria
ma le stradine buie
riecheggiavano i suoni
di ciaramelle
venute giù dai monti
ed il freddo spietato
mordeva carni e cuori
ma un sorriso
pur amaro
distendeva il viso
quando la campana
risorta a nuova vita
annunciava la gloria
di un ritorno alla speranza
erano poveri Natali
di pane e olive
di croste di formaggio
quando c'erano
e vino rosso che sapeva
del sangue del lavoro
e ritornavano apposta
gli emigranti dai paesi dei sogni
con giacche sempre più lise
prima del rientro triste
e solo per una notte
la più magica come dicono
scintillava fulgida
la stella più bella
sulle spoglie case del paese
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Commenti (2)
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Shelly Nicole Del Santo19 dicembre 2009
Versi ricchi di significato e molto veri ...la lettura porta alla riflessione dei Natali antichi quando non c'era tempo né denaro per festeggiare il Natale bastava solo l'amore e la serenità.Poesia molto apprezzata
Lina Maria Cino21 dicembre 2009
"ed eravamo noi stessi i figuranti nel vecchio presepe " di musica vera che portavamo in cuore. lirica vera e sentita

