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Ribellione 20 dicembre 2009 · lettura 1 min · 2815 letture

A- 5506

Giuseppe Monteleone 588 poesie pubblicate
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Sul tuo braccio il numeri dell'orrore i numeri della tua matricola. Oggi in televisione all'ora di pranzo nell'ora delle famiglie. Ultimo di otto piombato il 7 aprile 1944 tornato da Auschwitz a raccontare la memoria degli ebrei a raccontare la memoria di tutti noi. Il lavoro rende liberi? De che? Nel tuo romanesco idioma liberi de morì ammazzati. L'Illusione dura poco quando il carnefice è anche oracolo ha vaticinato la tua vita ARBEIT MACHT FREI. Arridatece l'insegna! Anzi no! tenetevela l'abbiamo scritta col nostro sangue all'ingresso delle frontiere del mondo.
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PT. (1928) è uno degli ultimi sopravvissuti di Auschwitz e testimone dell'orrore nazista. Ieri è stato intervistato dalla televisione sul furto della scritta all'ingresso del campo di sterminio e ha mostrato sul suo braccio "il bel tatuaggio" come è stato definito quello di NF. (1925) un altro ebreo uscito indenne da Buchenwald.

L'autore
Giuseppe Monteleone

Sono nato a Locri (RC) il 23 settembre 1957 nella casa del Gelsomino, nel quartiere della Ficandianara tra il mare e gli aranceti della costa ionica. Ho vissuto fino al 1970 a Santa Caterina dello Ionio (CZ) in mezzo alle Serre calabresi e mi addormentavo con la luce del faro di Punta Stilo. A Vinci (FI) la città di

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Commenti (3)

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Gabriella Caruso20 dicembre 2009

Orrori della storia. Una storia che mai si dovrà cancellare dalla memoria per evitare che quella follia collettiva torni a riproporsi. Mai dimenticare neanche le atrocità dei Kmer rossi anche se per volere dell'informazione, molti non sanno neanche chi sono. Rubare l'insegna " Il lavoro rende liberi" è altra offesa a chi li c'è vissuto e c'è morto, ma anche ai sopravvissuti. Quando la poesia diventa un veicolo per risvegliare le coscenze, svolge il suo ruolo. Molto bella

Michele Prenna20 dicembre 2009

Versi impegnati e impegnativi su una tragedia ancora purtroppo di stretta attualità tanto vergognosa per mandanti e autori da essere ignobilmente negata da "revisionisti" che ora ispirano feticisti dell'odio a rubare la targa cinica del disonore.

Sergio Melchiorre22 dicembre 2009

Il furto della scritta "Il lavoro rende liberi" è una vergogna per l'Umanità ma la Storia con la S maiuscola, non deve essere ri- scritta da coloro che sono stati gli artefici della guerra... Molto, molto apprezzata!