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Sono nato a Locri (RC) il 23 settembre 1957 nella casa del Gelsomino, nel quartiere della Ficandianara tra il mare e gli aranceti della costa ionica. Ho vissuto fino al 1970 a Santa Caterina dello Ionio (CZ) in mezzo alle Serre calabresi e mi addormentavo con la luce del faro di Punta Stilo. A Vinci (FI) la città di
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Orrori della storia. Una storia che mai si dovrà cancellare dalla memoria per evitare che quella follia collettiva torni a riproporsi. Mai dimenticare neanche le atrocità dei Kmer rossi anche se per volere dell'informazione, molti non sanno neanche chi sono. Rubare l'insegna " Il lavoro rende liberi" è altra offesa a chi li c'è vissuto e c'è morto, ma anche ai sopravvissuti. Quando la poesia diventa un veicolo per risvegliare le coscenze, svolge il suo ruolo. Molto bella
Versi impegnati e impegnativi su una tragedia ancora purtroppo di stretta attualità tanto vergognosa per mandanti e autori da essere ignobilmente negata da "revisionisti" che ora ispirano feticisti dell'odio a rubare la targa cinica del disonore.
Il furto della scritta "Il lavoro rende liberi" è una vergogna per l'Umanità ma la Storia con la S maiuscola, non deve essere ri- scritta da coloro che sono stati gli artefici della guerra... Molto, molto apprezzata!



