I doni di un Natale che non finisce mai
sono mani armate solo
di zappe e di picconi
sono occhi lontani
dai giochi telematici
fissi in quelli che chiedono
e non sanno urlare
sono orecchie libere
da suoni disarmonici
che ascoltano quelli del silenzio
sono gambe che attraversano
deserti di solitudine e di abbandono
sono i doni
della nuova eresia
fuori della carità ortodossa
che aiuta per essere aiutata
come il medico cura il paziente
per essere curato
sono le parole
che pesano come piombo
e innalzano mattoni di vita
parole piene dentro e fuori
senza gusci colorati ed illusorie
©
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