Cascata di lacrime
Gianpiero De Tomi
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Lacrime, al sentire la voce
che chiama solo il mio nome.
Mi resta, solo da visitare quel sogno
percorrendo quel lungo viale
che m'appare sconosciuto
ma che conserva le mie impronte
fra cespugli, alberi e terra
profumata di passato strappato
di acqua stagnante e melmosa
dove il vento, canta melodie
ripulendo, l'anima dal banale.
E quelle piccole e grandi paure
emergono, si esaltano e sorridono,
diventando parte del mondo
fondendosi nel respiro umido
di un torrente, di fresche acque
che mi sospingono alla cascata
che ora tuona, vicinissima
fra i ritmici flutti di mani ansiose
oltre l'intima soglia dell'anima.
Lascio sgretolare,
l'inservibile materia vivente.
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L'autore
Gianpiero De Tomi
Commenti (1)
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Clodiaf090421 dicembre 2009
Il poeta, tornando ai luoghi cari che lo hanno visto crescere, si fonde con essi in intima comunione ed è come diventasse parte della natura perdendo la umana caducità. Sensibile e evocativa poesia, forse ancora più esaltata in categoria impressioni ma è un mio modesto parere nel coinvolgimento della lettura.

