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Amicizia 22 dicembre 2009 · lettura 1 min · 2635 letture

Donna di Kabul (8 marzo)

Antonella Modaffari Bartoli 1002 poesie pubblicate
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Ho raccolto un fiore, un papavero rosso tra le stoppie riarse nell'ora del sole per te, amica di Kabul. L'ho affidato a una cicala che ti porti col suo canto il canto libero di tutte le donne del modo. Un petalo rosso come il sangue che sgorga dalle tue ferite, una lieve carezza da posare sulle tue labbra che non possono svelare l'amaro sorriso che si cela sotto il velo nero teso a nascondere la colpa di essere donna. Ho ascoltato l'urlo lacerante che si perde nel tuo deserto sotto il dattero disadorno ammalato di troppa sete. E tu, sabbia dentro la sabbia affondi dove non si posano i gabbiani, nell'eterna prigione. Ti penso e la tua morte mi accompagna imprigionata nelle pietre impressa nei colori.
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L'autore
Antonella Modaffari Bartoli
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Commenti (3)

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Sergio Melchiorre22 dicembre 2009

Poesia di denuncia... Bellissima e drammaticamente attuale!

Maria Gioia Benacquista22 dicembre 2009

Donna di Kabul, prigioniera di una cultura, del maschilismo, della religione... di se stessa... e non osa ribellarsi. Donna dagli occhi tristi che urla strazianti note sorde che nessuno sente e che si consuma pian piano raggomitolata nel suo dolore. Poesia molto bella.

Maurizio Spaccasassi22 dicembre 2009

Una poesia che sembra bagnare lenta come una pioggia d'amore, che nel suo scendere lava le ingiustizie e l'odio che queste donne ogni giorno subiscono. Una libertà vietata, di essere, di manifestarsi, di celare la stessa vita. Quale vuole che un essere abbia una dignità inferiore persino ad un animale? Dio Nessuno dovrebbe negare il diritto ad essere. Versi veri e sensibili,