Pensiero quotidiano
Gianpiero De Tomi
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Vivere ogni giorno, quella solitudine
dello sconosciuto pensiero
che sussurra, di quel piccolo inferno
Forse è questo il cibo
di cui si nutre l'anima inquieta
evocando spettri, di mille sogni infranti
Le labbra, sono rigida carne
figlie di un inverno troppo lungo ed abulico
che ancora attende un disgelo
E l'unico calore, è quello della candela che arde
come un antico fuoco di Samhain
illuminando, la mano titubante che scrive
Ogni parola esce dall'oblio strisciando
rinnegata dal foglio, naufraga del mare
che riporta ad ogni onda, spiaggiati contorni
Ritmico battere, senza tregua, ambivalente
misura del nulla e dell'essenzialità.
©
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L'autore
Gianpiero De Tomi
Commenti (2)
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Gloria Frizzi23 dicembre 2009
sono proprio le persone che si sentono più sole che hanno bisogno di esprimere parole sulla carta che sembrano scorrere da sole, bellissima
A
Anna D4 gennaio 2010
In questi versi ho trovato la descrizione di sensazioni profonde che accompagnano anche la mia vita da anni... per aver saputo dare forma in modo così toccante a quella fiamma che ci alimenta e ci divora al contempo. Bellissima!

