Ognor risponde
Fra zenzero grattato
e farina
sulla guancia livida
s'affaccia un singhiozzo
Questo Natale
non sentirò il tuo odore,
lontano è il tempo
degli abbracci
la poca carne restata
vestirà ossa
senza più calore
Papà,mio
non posso brindare
perché il mio calice
era il tuo cuore
colmo di pace inebriante
Ed ora esso riposa
così prondamente in terra
quanto si schiude
in cielo
e qui nella mia casa
-o nell'anima-
di te non resta
che un suono sospeso
che brilla argenteo
nel buio che cieco
ognor risponde
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Commenti (1)
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Nemesis Marina Perozzi24 dicembre 2009
... Ed è proprio in certi momenti, che si vorrebbe tornare piccini, rannicchiarsi tra le braccia di papà, tornare nel grembo di mamma... È quando non ci sono più loro, che ci accorgiamo di quanto siamo soli e sperduti, su questa Terra...
