Cado!
Corro con impeto,
spine di rovi
lacerano i miei piedi,
verso il mare,
che in metamorfosi d'amore
chiama il mio nome,
in un movimento di dolore
dove nemmeno l'Angelo
potra' salvarmi.
Corro...
tra spighe di grano insanguinate,
in un tempo senza ritorno,
dove il Guardiano dei Campi
nel silenzio mi ruba,
gli ultimi diamanti di pioggia
e lo spaventapasseri con voce atona,
annuncia...
la grandine che danneggera' il raccolto.
Cado ora!
Riverso nel fango...
la schiena spezzata...
lo sguardo rivolto al cielo pumbleo
che mi rifiuta.
Cado ora...
che peccato Ruben...
non poter più rialzarsi!
©
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Commenti (3)
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Nemesis Marina Perozzi25 dicembre 2009
Quanta fatica fanno, gli angeli, per proteggere gli umani... Consentire loro il libero arbitrio e tuttavia difenderli dalle loro stesse scelte... Quanto dolore provano, gli angeli, quando gli umani non li vogliono accanto a sè e li mandano in esilio in un'isola lontana, senza tempo né amore...
Dave Du Demon25 dicembre 2009
Bella poesia, ricca di immagini e sensazioni. Ancor più bello il finale. Bisogna però sapersi rialzare, non è impossibile. Buone feste.
Antonella Scamarda26 dicembre 2009
Un percorso irto di spine, dove la Vita, ad ogni passo, lascia una ferita, dove è inevitabile, infine, la caduta... ma non è impossibile rialzarsi, solo quando si tocca il fondo, possiamo dare la spinta per tornare a galla! Molto suggestiva, alta emotività.


