L'anno che verrà
avrà
l'anno che verrà
gli stessi dodici mesi
e i giorni con le ore
ed i tramonti e le albe
avrà diavoli
travestiti da angeli
e folle di diseredati
col cuore chiuso per tristezza
l'anno che verrà
avrà sulle spalle un sacco vuoto
da riempire delle stesse cose
perciò caro amico
non ti scrivo quest'anno
e non ti chiamerò
neppure tra venti
uguali a quello che ora muore
uguali all'anno che verrà
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Commenti (1)
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Nemesis Marina Perozzi25 dicembre 2009
Già, non ci sarà proprio niente di nuovo, perché il libero arbitrio dell'uomo si è impigrito: disco rotto che s'incanta sul medesimo solco e ripete all'infinito le stesse note... È il velo della noia e dell'indifferenza che ha cancellato i colori dalla tavolozza del mondo. Meglio dunque chiudere il quaderno e diventare analfabeti.
