"En c’è gnent en ‘ste giurnèl "
"En c’è gnent en ‘ste giurnèl."
Il niente era l’assenza
di lutti universali,
d’omicidi plurali,
di corna nobiliari,
terremoti epocali,
perdite di denari,
morti particolari,
di litigi volgari
e d’incidenti gravi.
"En c’è gnent en ‘ste giurnèl:
val a purtè indrìa!"
©
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L'autore
Antonio Terracciano
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
Commenti (1)
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Salvatore Ferranti26 dicembre 2009
Poesia molto bella e profonda, un ricordo commosso di una persona cara. ci sono volti che non dimenticheremo mai. Applausi sinceri all'autore.
