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Impressioni 27 dicembre 2009 · lettura 1 min · 1146 letture

Bach

Jayan Walter 78 poesie pubblicate
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Le note s'inseguono nella notte, sgorgano dal silenzio dell'anima a plasmare miriadi di forme circolari, grandi e minute, come le miriadi di galassie dell'universo. Forme che nascono dall'archetto del violoncello, dalle mani del suo grande artista, suoni struggenti e dolci, luci e ombre, tenebrosi anfratti e gaudenti luminarie, alternanti i due volti dell'Infinito che manifesta la sua danza cosmica. Musica che risveglia il potere dell'anima e ci porta dalla tristezza della solitudine alla beatitudine senza confini di Dio. È Bach: la musica dell'illimitato.
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Ho scritto questa poesia mentre e dopo aver ascoltato l'esecuzione delle suite 1, 3 e 5 per violoncello di Bach nella Chiesa della Pietrasanta a Napoli il 26/12/09 dal Maestro Luca Provenzani. L'interpretazione è stata straordinaria. Bach è da sempre il mio musicista preferito!

L'autore
Jayan Walter

Sono uno scrittore e un imperterrito idealista. Anche se sono nato a Napoli (15.3.57) e vivo ancora qui (ho un grande desiderio di trasferirmi altrove, questa città è diventata invivibile!) mi sento cittadino del mondo. Sono uno studioso del pensiero orientale e pratico la meditazione dal 1975. Mi interesso anche di tu

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Commenti (3)

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Marina Pacifici27 dicembre 2009

Una poesia che nei versi sublimi ed aggraziati è incanto puro come le melodie di Bach. Una splendida evocatività che riecheggia le note del grande Maestro. un applauso al raffinato e talentuoso Poeta. Ps: anch'io quando ascolto l'Aria sulla quarta corda mi estasio.

Giorgia Spurio27 dicembre 2009

con la poesia si può disegnare la musica: questo è un vero dono, un potere. e vedo suoni che si inseguono nella notte, suoni biricchini come bimbi che con il loro scalpettio riempiono il silenzio, creano disegni le note come fuochi d'artificio nel cielo... si sente persino il loro sapore dolce o struggente, sanno anche illuminare nella loro luce o nel buio, trascinare l'anima nel sogno... se non fino a Dio. stupenda, grazie per ciò che mi hai fatto visitare tra i tuoi versi

Nemesis Marina Perozzi27 dicembre 2009

Ho rivisto le mie stesse dita sulla tastiera del mio pianoforte, su quella dell'organo maestoso di una Canonica, quando erano ancora agili e veloci... La nota tenuta della pedaliera a sottolineare il basso continuo... Le mie mani hanno intessuto trine di crislallo e costruito cattedrali di incommensurabile polifonia... Le tue parole hanno tradotto le note... e la sublime perfetta armonia... Ho versato una lacrima di nostalgia... Ho ritrovato intatta la stessa magia...