Fiaba sonora
Pietro Roversi
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A mille ce n'è
nel mio cuore di fiabe da narrar
(da narrar).
Venite con me
nel mio mondo fatato per sognar
(per sognar).
Non serve l'ombrello, il cappottino rosso o la cartella bella
per venire con me:
basta un po' di fantasia e di bontà
(e di bontà).
In ricompensa per un atto di perdono
Ciccio ricevette in dono
un pulcino turchino
e uno cilestrino. Li teneva in serbo
sul petto nel taschino della camicia.
Erano vivi, teneri, pulsanti.
Scoprì ben presto che se interrogato
e nutrito con un frutto,
nell'incertezza ciascuno dei due dipanava
un'intera realtà, col suo bravo
universo, presente, futuro e tutto.
Risolti i suoi dilemmi,
e tolti di torno per sempre i rimpianti,
Ciccio da quel giorno visse
vite infinite, e tutte
un po' somiglianti all'inizio
e poi perfette, ognuna piena
dell'esultanza della scelta giusta.
Bisogna da allora parlare di lui al plurale.
La sua tranquillità nel frangente
men che propizio ha un che di preternaturale.
L'unica cosa che preoccupa la gente
che dall'esterno non sa i dettagli fini
è che i pulcini si facciano del male.
Finisce così,
questa favola breve se ne va
(se ne va).
Il disco fa click
e vedrete tra un po' si fermerà.
Ma aspettate, ed un'altra ne avrete!
"C'era una volta', il cantafiabe dirà
e un'altra favola comincerà.
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L'autore
Pietro Roversi
Sono un anarchico tradizionalista, un rivoluzionario conservatore e un iconoclasta benigno. Nella vita faccio il biologo strutturale, in Inghilterra. Ho scritto più di 500 poesie in 25 anni. A Settembre 2018 è uscito il mio ultimo libro: "Tirare l’acqua" (Gattomerlino Edizioni, Roma, 2018). Nell’autunno 2017 sono usc
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