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Famiglia 28 dicembre 2009 · lettura 1 min · 2769 letture

Il tuo violino

Antonella Scamarda 275 poesie pubblicate
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Nel suo cantuccio di malinconia, senza più voce, tace. Dove le amorevoli mani? Dove le dita? E il cuor che a lui si univa, a risuonar di melodia infinita? In fuga sul silenzio, note appassite... sonate ormai ingiallite. Neanche le lacrime osano il rumore. Tacciono gli occhi chiusi, sui ricordi dischiusi.
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...Guardando il violino di mio padre... si dischiudono i ricordi...

L'autore
Antonella Scamarda
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Commenti (19)

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Nadia Mazzocco28 dicembre 2009

Travolge con la sua dolcezza questa poesia, un ricordo stupendo del padre... la magia di questi versi é infinita. Piaciuta tanto!

Rosy Marchettini28 dicembre 2009

Versi meravigliosi e pieni di dolcezza, oltre che amore, dedicati a quel papà che adesso suona il suo violino per incantare gli Angeli Piaciuta particolarmente, versi che hanno sfiorato il cuore La conservo

Silvia De Angelis28 dicembre 2009

Bellissimo e intenso ricordo del genitore, animo sensibile dedito alla musica, che in questi versi fluisce in modo dolcissimo... Molto, molto apprezzata questa poesia

Shelly Nicole Del Santo28 dicembre 2009

Versi dolcissimi suscitati dai ricordi di un violino fatto vibrare melodiosamente da mani paterne si vestono di una dolce malinconia che rende la poesia profonda e sentita. Molto apprezzata!

Daniela Messana28 dicembre 2009

Associare oggetti alla persone care che non sono più con noi è molto doloroso, maggior ragione se l'oggetto in questione è un violino. Le note si dischiudono dal cuore suonando ora malinconiche melodie di ricordi. Bellissima.

Anna Maria Obadon28 dicembre 2009

Mio padre era un violinista, se n'è andato tanto tempo fa, ma ancora oggi quando sento il suono di un violino mi commuovo intensamente. Molto bella questa poesia delicata e intensa.

Salvatore Ferranti28 dicembre 2009

versi dolci, meravigliosi, nel ricordo di una mano che volava sulle corde del violino... vivissimi per la bella poesia.

Paolo Ursaia28 dicembre 2009

Intensa e malinconica... eppure, è amore, che ancora suona, e non smette. Elegante ed asciutta, piaciuta

Giovanna De Santis28 dicembre 2009

toccante poesia un violino che suona ora solo malinconia per un ricordo indelebile suggestiva bellissima poesia indimenticabile

Fabrizio Diotallevi28 dicembre 2009

l'accostamento del violino, ai ricordi che evoca, a queii suoni che può far nascere, è poesia nella poesia, una musica che si sente e si percepisce nella lettura, un amore quello tra genitoeri e figli, che forse è l'unico amore rimasto degno di tal nome, intensa, bellissima... scritta con il cuore

D
Domenica Caponiti28 dicembre 2009

dolce poesia... il ricordo di "un violino"che accompagnava note di una persona cara... versi intensi, delicati... poesia molto bella...

Giorgia Spurio28 dicembre 2009

stupenda... un oggetto... e tutto ritorna... incatena la mente al ricordo... il violino del padre... e si scatenano in testa melodie ascoltate e da lui suonate... perché ora il violino è solo reliquia che tace... così come le lacrime...

Rita Minniti28 dicembre 2009

Una poesia davanti alla quale, nel leggerla, si ferma il respiro e l'anima tace, per ascoltare le note che, quel violino, così caro e colmo di ricordi, non suona più, ma che si ricopre di sensazioni talmente belle e struggenti che neppure una lacrima osa piangere. Bellissima e suggestiva, soprattutto nei versi finali quando l'autrice scrive:" tacciono gli occhi/chiusi/sui ricordi/dischiusi". Un racchiudere nel cuore i pensieri di un ricordo che si aprono alla vista e che ritornano alla mente. Meravigliosamente esposta.

Antonella Bonaffini28 dicembre 2009

Di armoniosa stesura la poesia si articola con velata dolcezza che abbraccia il ricordo... molto bella.

Anna Maria Scamarda28 dicembre 2009

Io non posso leggere questi versi senza sentirmi stringere da un nodo alla gola. Soprattutto, portano la mia mente, inevitabilmente, al ricordo del nostro amatissimo papà, quando, due anni prima della sua scomparsa, avendo parzialmente perso l'uso degli arti e della parola, accarezzava i suoi strumenti musicali, quasi come se fossero creature sue. Mentre cocenti, silenziose lacrime, gli rigavano il volto. Questo, è un ricordo, che di lui, non potrò mai dimenticare. Papà ha raccolto sicuramente il bacio che hai voluto inviargli, attraverso questi tuoi versi, che hanno saputo identificare la sua immagine.

L
Lorenzo Crocetti29 dicembre 2009

Non cammina più per le stanze della casa il padre, lui che suonava il violino. Ma il violino c'è ancora, accomodato in qualche parte. e quando viene guardato sembra che l'ombra del padre ritorni in questa casa, e i ricordi lo fanno rivedere nel gesto preciso di afferrare lo strumento e nell'accomodare magari le corde. L'ombra poi scompare, ma la scintilla del ricordo è tornato viva e nitida, e non potrà essere mai dimenticata. Nel passo della vita.

Angela Rainieri29 dicembre 2009

Versi accorati che vibrano nel cuore per questo ricordo del padre che si dilettava al suono del violino e che adesso in sua assenza giace in un "cantuccio di malinconia", senza più voce... Dolcissima e commovente, piaciuta e apprezzata tantissimo.

Antonio Biancolillo30 dicembre 2009

...e ogni volta che lo vedrai ti porterà verso quei pensieri di vita trascorsi... Con i tuoi versi delicatissimi e raffinati riesci a farci pertecipi delle tue enozioni... piene di maliconia... Piaciuta tantissimo...

V
Venere Cesareo26 agosto 2011

Apprezzo e comprendo questa dolce e struggente malinconia... poesia bella e commovente.