Lupastri e pecorelle

Mio sornione lupacchiotto
che penseranno di te
se non bruci tutti in partenza
con uno scatto da maratoneta
che diranno i tuoi fratelli
se queste zanne non le affili
e non le mostri con fierezza...
Quale idea si faranno di te
se ti fermerai a rifiatare
se non laceri il sipario
lasciando tutti a bocca aperta
se ti lascerai sfuggire
anche un'altra pecorella...
Che faccia faranno
se perderai il vizio oltre al pelo
o se non colpisci alle spalle
chi è più grosso di te...
Come ti guarderanno
i tuoi compagni di sempre
lupastro cattivo
se ti travestirai da pecora
per sembrare più buono
poi magari in quel vestito
ti ci troverai bene e
inizierai a belare
per il resto dei tuoi giorni...
E tu pecora cara
quale scorciatoia sceglierai
per fuggire alla tua fine
quale angolo di mondo troverai
sperando sia una tua gemella
a sacrificarsi un'altra volta per te...
quanto peregrinare oltre valli e colline
pecorella smarrita
ti aspetta oltre l'orizzonte
quante greggi chissà
cambierai nel tuo lungo viaggio
e di quanti lupi assiepati con maestrìa
riuscirai ancora ad accorgerti
quanti ne dovrai pregare
per aver salva la vita
e di quanti chissà
ne sentirai il fiato sul collo
torna a casa pecorella
che almeno là di lupastri
non ne troverai...
dormi sereno lupacchiotto
che domani di pecore
ne avrai quante ne vuoi...
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Commenti (1)
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Pino Tota29 dicembre 2009
Allegoria della vita in una forma poetica simpaticamente leggibile. Versi scorrevoli e incisivi. Ottima.
