Malinconia serale

Sergio Melchiorre (poeta, sceneggiatore cinematografico, scrittore di racconti brevi, paroliere e giornalista), è laureato in Lingue e Letterature Straniere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Bologna.Ha scritto cinque sceneggiature cinematografiche.Alcuni suoi articoli sulla Resi
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Come dice il sensibile poeta la sera mette malinconia ma fa anche spuntare le ali dell'immaginazione, lo testimonia egli stesso con una chiusa magica, da fiaba nordica. apprezzata.
Intenso fascino emana questa poesia ambientata nelle tenebre... d'improvviso si colorano di immagine fantastiche insite nell'anima di ognuno di noi... Bella poesia, molto piaciuta
Ognuno di noi possiede un bosco segreto, come ogni stagione le sue fate. Di ognuna abbiamo ascoltato la voce, ma è sempre quella dell'ultima fata la più melodiosa.
La sera, il crepuscolo, è da sempre stato interpretato in svariati modi. Basta guardare a quello D'Annunziano, o a tanti altri. Con la sera, cresce la malinconia, la tristezza, ma anche la fantasia, e la creatività di ognuno di noi prendono piede e si sostituiscono al senno e alla ragione.
La magia della sera sul lago avvolto nella nebbia, diventa dolce malinconia. Soprattutto se lo stato d'animo dell'autore, in quel momento riesce a vivere le emozioni. Ed è allora che la natura si fonde ed entra nel mondo dell'immaginario dove il bosco diventa incantato.
Più della malinconia mi ha colpito l'immagine dello scoiattolo schiacciato sull'asfalto lucido che infonde un tocco di compassionevole tristezza a questo quadro a tinte grigionotte del melanconico poeta.
Si ma il silenzio che si può gustare è balsamico per la mente... letta con piacere, bella.







