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Uomini 31 dicembre 2009 · lettura 2 min · 1028 letture

Per un amico

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Aurora Pianalto 123 poesie pubblicate
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Era dicembre. Smarrita la nostalgia pensavo all'irremovibile distacco della materia. Tu mi stavi di fronte. La penombra mi consolava di quel pomeriggio improvviso dove tornava il gusto delle congruenze. La tua finestra mostrava uccelli colorati. Alle tue spalle angeli dorati e fiori di montagna nei manifesti. Era dicembre ma l'aria era rosa. Smarrito il luogo del mio problema guardavo la moquette arancione. Con assorto raccoglimento sognavo un'alba su Marte rosa. Il tempo rallentava. Parlammo di filosofia a frasi interrotte come in una prova generale. Pensai i miei amici dispersi, una spiaggia deserta. Un nume tutelare mi abbandonava mentre ti raccontavo un sogno dai simboli pieni di simmetrie. Rien que la musique - pensai, feci progetti di ritmi rigorosi per i miei versi e ti ascoltavo. Avevi un carattere spinoso e una sciarpa rossa. Non t'importava di poeti decadenti o di simbolismo francese, ormai da troppo tempo ti rincorrevo in una direzione che non volevi indicarmi. La mia mente si schiuse e ti guardai ma tu non sorridesti. Un'altra impasse nel Labirinto. L'albero fuori era spoglio. Non potevamo comunicarci il silenzio. Sentii come un'arcana lontananza ...i monti al mio paese natale immobili nella sera e il peso greve del loro mistero: nemmeno allora trovavo le parole per raccontare ad altri quella mia pena.
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Commenti (2)

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Sergio Melchiorre31 dicembre 2009

Poesia che è riuscita a commuovermi... I versi sono scritti in modo sublime e denotano una sensibilità molto spiccata... Molto apprezzata!

A
Alida Kirschner20 gennaio 2010

Espresso in tutta la sua realtà e difficoltà il dramma dell'incomunicabilità.