L'ultima poesia
Giovanni62
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Scrivo sul mio diario
l'ultima poesia dell'anno
ed è l'attimo
in cui comprendo
ciò che mi manca.
Poesie iniziate
con parole nate
nella gioia
e poi scemate
nel tempo
intristite dalla pioggia
d'autunno
ammantate di malinconia
come fitta nebbia
d'inverno.
L'anima mia invasa
da ruvide ombre
lasciate da corpi inermi
e da ferite profonde
mai sanate.
Resta soltanto quel pianto
del tempo trascorso
mentre la luce pian piano
scompare all'orizzonte
dove la mia infelicità
diviene capolinea
della mia solitudine.
Così ora sto morendo
nell'anima.
©
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L'autore
Giovanni62
Commenti (4)
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Lina Sirianni31 dicembre 2009
Cercando di scrivere pensieri positivi si finisce per ricascare nella malinconia che si ha dentro ... A quelle lacrime mai asciugate, molto bella e condivisa
Berta Biagini31 dicembre 2009
Toccanti versi che lasciano un forte amaro in bocca e poco rimane da fare e da dire. Straziante.
Nemesis Marina Perozzi31 dicembre 2009
E' come l'allegria del clown, che sfuma in pianto...
M
Mariasilvia10 luglio 2013
Non svaniscono nell'aria... versi che non cadono come fiori o foglie spente. Uno scrivere che ha una frequenza di note alte e un linguaggio di forte spessore. Questi passaggi nelle stagioni, fanno della Poesia un capolavoro! Apprezzatissima!



