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Introspezione 31 dicembre 2009 · lettura 1 min · 1876 letture

Vanità della Speme

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Nell'oscuro sempiterno della solitudine mia scempio mi fia, e crudo ischerno la speme che sen volò via. Nel crudo e tetro infinito della vita sconsolata il core mi fa sopito la vanità ch'è arrivata. Nel vestibulo cadente del mio solitario spiro muore la speme ridente che un dì i miei sogni conquiro. Che resta dunque di costei, di questa dolce membranza che tristo purtroppo perdei, sebbene fosse Speranza? Uno spettro miserrimo, cieco, muto, e invisibile che il viver mi fa acerrimo, e ancora più sensibile. Un candido fantasima reo, perfido e ischernitore che al mio core che spasima dice- " Non avrai l'Amore! "-. Vanità, crudele diva, or pur la speme divori, affinché gaudia e giuliva tu possa darci i dolori?... Perché mai non ti fai vana, o da me non vai lontana?
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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