Un poeta operaio
Ero bambino quando lo incontrai,
quell’uomo che io non scorderò mai.
Dal Veneto venuto, o dal Friuli,
in quegli anni di guerra tanto bui,
quando un lavoro od una occupazione
si trovava nel nostro meridione
che liberato dagli Americani
guardava con fiducia al suo domani,
fu lasciato da donna alquanto ingrata,
che poi cambiò con una più adeguata.
Persi di vista, e dopo ritrovai,
il re di quei poeti ed operai.
Adoperava tecnica inferiore,
ma ci metteva l’anima e l’amore;
poeta anche quando t’incontrava,
e calorosa traccia poi lasciava:
se t’offriva una grappa, un liquorino,
darti sembrava nettare divino;
capace ancora era a novant’anni
di voltarsi per una di vent’anni,
omaggiando bellezza femminile
con indomito spirito virile.
Quando morì, "poeta" ben poteva
legger sul manifesto chi voleva;
fu quell’uomo poeta veramente:
nei cuori entrò di numerosa gente.
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L'autore
Antonio Terracciano
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
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