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Riflessioni 2 gennaio 2010 · lettura 2 min · 5094 letture

Tra le ruvide pareti della mia botte

poetapercaso 142 poesie pubblicate
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Assaporo soltanto adesso questo calice, rosso come l'amore come il sangue che gronda dalle ferite del cuore, frutto sudato dei miei dodici vigneti. Tu, pioggia scrosciante che hai bagnato di felicità cinquantadue filari di noia, con l'arcobaleno hai separato giorni tristi da giorni di gioia trecentosessanticinque viticci hanno aperto ventiquattro foglie sotto il cielo. Nello scorrere del tempo ora quieto ora burrascoso ora mite ora inclemente i raspi si son fatti fiori i fiori acidi chicchi. Tu, fata dei miei vigneti li hai dipinti di porpora e oro intensi di colori e d'anime . Io non li ho che plasmati i miei chicchi di tempo, pigiati nello strettoio con stridore di denti odore forte di giorni inquieti nel silenzio dei miei vigneti tra concerti di oziose cicale pigiavo con solitario canto . Tra le ruvide pareti della mia botte antico rovere intriso di 40 raccolti ne ho celato i fermentanti mosti . Soltanto adesso, imbottigliato in questo giorno di festa, lo verso pastoso e rosso nel calice di questo giorno. M'inebriano profumi s' accendono memorie che scintillano a sorsi pieni, sapori intensi e fruttati al palato ricordi agro dolci. L'assaporo intenso questo vino, frutto del mio raccolto, lo porgo alla luna alta riflessa nel mio calice. Dolce, la speranza mi accompagna come musica d'un vecchio grammofono, e sospirando spero che il tuo sorriso silente alto nel cielo delle mie notti buie, Tra anonime stelle mi porti lontano fino al prossimo novello.
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Commenti (5)

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Clodiaf09042 gennaio 2010

Molto intensa questa poesia che usa l'originale metafora del vino e della distillazione per esprimere il passaggio del tempo e il senso della vita e dell'amore.

Doraforino2 gennaio 2010

Versi di una bellezza travolgente... inebrianti come questo dolce nettare che accendono memorie antiche, che scintillano a sorsi pieni... Dolcemente, mi accompagna questa musica di un vecchio grammofono. Da conservare.

El Corripio2 gennaio 2010

Un Inno alla vita, alla natura ed al saper accompagnare il corso delle cose con amore, immenso, convivente ed universale. Frutto d'ogni cosa, succo d'ogni esistenza, che se condivisa, al momento giusto, se sappiamo dare tempo al tempo, ne possiamo assaporare il gusto maturo e corposo, i profumi ed i colori. Una delle poesie più belle che abbia mai letto, non qui, ma ovunque. Stupenda!

Grazia Longo4 gennaio 2010

uno stupendo susseguirsi di allegorie e metafore, perfettamente calzanti ed incalzanti, senza eccessivo autocompiacimento, né forzature, che ben descrivono il percorso interiore, non di un anno, ma di tutta una vita che continua proiettata nel futuro ...

RaggiodiSole6 agosto 2012

Opera che è un vero e proprio inno alla Natura, alla Vita, a quella vigna e a quel frutto e ai suoi mosti che andranno a bere. Naturalmente avviene una profonda riflessione su quello che il Poeta ha così mirabilmente dipinto, metafore che si lasciano interpretare nella loro squisita bellezza Bellissima, da segnalibro!