Un altro giorno di morte

Il mio nome è Salvatore Ambrosino, gli amici mi chiamano Satos, sono nato a Caracas- Venezuela – nel 1961 e nel 1964 i miei genitori si sono trasferiti in Italia nella zona Vesuviana a Saviano provincia di Napoli dove ho vissuto con la mia famiglia fino a 20 anni. Ho un diploma conseguito nel 1979 a Pomigliano d’Arco
Commenti (3)
Finché? finché cosa? finché non giunge la morte? Sai che con quel " finché" se un tossicodipendente leggesse questa poesia potresti dargli una mano a precipitare più in fondo di dove è precipitato? Sai che ogni buco è solo cercare di rientrare nella normalità orami perduta? Sai che sarebbe facile sconfiggere il problema droga se ci fosse la volontà dello stato ad arrestare i venditori di morte e buttare le chiavi? Sai che L'Aids si è diffuso così rapidamente perché i farmacisti non vendevano le siringhe ai tossici? e con la stessa si drogavano in 4? Tutti morti che pesano sulla coscienza dei farmacisti che per non vedere bazzicare nei loro paraggi i tossici gli negavano un articolo per loro fondamentale.
...finché... potrebbe anche essere... finché non se ne esce... e non credo davvero che un testo possa avere tale potere... né in negativo né in positivo... ben poco in realtà ha potere su chi è coinvolto in queste parole... persone che non vorrei vedere né giudicate... né giustificate... solo comprese... perché ogni storia è diversa... ed ogni persona è unica...
Potente ed asciutta... nessun trucco, solo versi duri, che graffiano l'anima. Piaciuta



