Ciao Papà
Calogero Pettineo
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C'è un gelido anomalo
in questa dimora
com'è glaciale la luce
spoglia di umano calore
la quiete è l'unica signora
l'aroma dei fiori
in posti differenti gradito
in questo luogo è ripugnante.
Permango eretto
statico
a capo prono
il mio piglio
non intreccia più il tuo
vorrei proferirti
intense parole
parole mai enunciate
discorsi rimasti
nell'alveo del cuore.
Mi struggo
nel porgerti
un leggero tocco
nel momento in cui
una goccia di pianto
irrora la tua mano
in passato
energica e paladina.
Indugio immobile
costante il mio sguardo
sul tuo freddo e pallido viso
al momento troppo giovane
per un riposo cosi lungo.
Affine ad una bestia battuta
a spalle curve
il cuore a brandelli
le labbra inette
a spargere note
m'instrado mormorando
con dolcezza
nel fittizio silenzio
un ultimo saluto
Ciao Papà.
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L'autore
Calogero Pettineo
Commenti (3)
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Antonella Bonaffini4 gennaio 2010
Un silenzio conosciuto purroppo, un dialogo intimo che troppe volte mi son trovata a dover fare... toccante, bella.
Kiaraluna4 gennaio 2010
Versi che mi hanno fatto rivivere uno dei momenti più dolorosi e indimenticabili... emozioni magnificamente trasmesse, apprezzata e profondamente sentita.
Barbara Golini4 gennaio 2010
bellissima commovente e piena d'amore. Un regalo splendido al padre e a chi la legge.



