Rapimento

Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
Commenti (12)
"costole scarnificate", qualcosa mi sovviene... cacciatore o preda, sempre conviene uscire dalla tana... come sempre.
Rimarrà, se non l'apri e rimmarrà se l'apri tardi... corri... pietre nei palmi e diamanti incastrati, fissato lamento di lacrime, attesero d'esser sentite, asciutte in cristallo... scioglile, ora, con nuove ed andranno, dall'ultima gabbia, dal solido al vento... Mi sono lasciato trasportare dalla poesia, come musica, ma il mio canto è un mugugno in confronto alle tue parole. Bella profonda e di intenso significato, condivisa e da meditare. Grazie dei tuoi pensieri così belli.
una poesia forte e intima, molto sofferta ma anche molto vera... apprezzatissima...
Eh si devi aprire quella cella e liberare il cuore perche esso si possa cibare all'aria aperta... Molto profonda.
poesia meravigliosamente bella che la sua cella vuole aprire al cuore per vivere ...finalmente... poesia molto profonda che così ho voluto leggere
in pochi versi ho letto la disperazione di chi cerca con la costrizione fisica di ottenere i favori di qualcuno... rivisitazione in chiave moderna dell'episodio che vede protagonisti Ulisse e la maga Circe... molto bella. la brevità ed essenzialità dei versi amplificano le emozioni che lo scritto suggerisce.
Togli quelle pietre dalle tue orecchie e ascolta il lamento della tua anima... non lasciare che il suo pianto si perda nel buio della cella... Intima, davvero intima questa tua che l'intimo del lettore colpisce... e fa riflettere... sull'eventualità di cogliere quell'opportunità di apertura...
Il carceriere non può sfuggire ai lamenti del carcerato... può, tuttavia diventare indifferente..."Scelta orribile!" Se la cella è dentro di noi, le inferriate spuntano fuori dalle ossa e fanno malissimo... Aiutare il prigioniero ad evadere è la scelta migliore, perché si può uscire persino da Alcatraz... Versi apprezzatissimi e da me particolarmente sentiti.
non c'è che dire... i tuoi versi rispecchiano in modo profondo e toccante quelle che sono le sensazioni e i turbamenti di chi sta dentro e fuori dalla cella... e le parole che hai scelto evidenziano ogni segno di lacerazione interiore da ambo le parti, come si nota poi dalla bellissima chiusa... apprezzata molto!
A volte siamo prigionieri di noi stessi, ostaggi delle nostre emozioni, del nostro essere. Se abbattessimo le barriere dei nostri limiti, forse potremmo vivere da persone libere da ogni costrizione... Poesia ossuta nella sua espressione e molto apprezzata.
E' difficile comprendere, ancor più difficile consigliare. Una poesia molto intima e personale, mi sembra di capire che il vero prigioniero è il carceriere, vittima dei propri scrupoli e di quel residuo d'amore, chiamato bene. Forse il prigioniero ha chiuso lui stesso la grata, dipingendo le sue sbarre di oro zecchino ...forse il carceriere ha fatto una ragione di vita del suo ruolo... ascolta il tuo cuore, la tua indole, alla fine se avrai sbagliato, avrai sbagliato di tuo. Un abbraccio
Stupende parole che vanno dritte al cuore. E' sempre triste e dolorose aprire... questa cella e ricominciare a vivere. , molto bella









