Ombre
Lasciami andare,
lasciami cadere nel brio celeste
di un meraviglioso errore,
lasciami entrare nell'imponente sensazione
di ubriacare il lume della ragione
con l'arte sofisticata della mia incoscienza,
Non toccare i miei timori confusi e riverenti,
son dolce specchio della potenza del tuo dominio,
frena il tuo fiato sulla irrequietezza delle mie labbra,
senti il mio cuore infangare le linee del pudore
ed osserva il mare dormiente che si ribella al tuo volere...
lasciami andare nel sogno di una notte
che aspetta di essere posseduta,
e lo sguardo incantevole della luna
trasformerà in ombre i nostri corpi assopiti
dall'idillio dell'amore
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Nemesis Marina Perozzi5 gennaio 2010
È un'atmosfera fiabesca, quella che domina la scena, anzi, direi mitologica: una Dea dell'Olimpo decide, contro il volere degli dei, di scendere sulla Terra per amare l'eroe, complici la luna e la notte... Lo sa, la dea, che pagherà cara la sua disubbidienza, ma che importa? Per questa notte l'incantesimo non si spezzerà!
