le finestre del palazzo
Una lapide di cemento armato
dalla quale come linfa
piccole lacrime nero e argento
opali
che riportano alla mente cose remote
Solo il viandante osserva
e noncurante di tutti quelli
frementi di lavoro e benzina
che lo spingono e lo superano
della folla impazzita che si urta e si insulta
in mezzo al marciapiede
come un cane alla luna
alza lo sguardo
Osserva
Al primo piano una signora indifferente
stende i panni sopra il filo
sola lei e il suo geranio
i lenzuoli
vele al vento
Al secondo un anziano
che si guarda le mani
e accarezza il suo cane
Ulisse
e il suo Argo
in un'Itaca di calura e sudore
Terzo
la finestra è chiusa
musica jazz
schioccare di risate di donna
forte tintinnare di cristallo
il Paradiso
celato da un muro
di persiane
E sullo sfondo
palazzi in costruzione
cloni di altri cloni
pronti a regalare
altri suoni
altri odori
altre emozioni
©
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Commenti (1)
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G
Grandesempre Giorgio22 maggio 2006
La città è piena di tante piccole storie ogni palazzo ne vive una! bella poesia)