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Introspezione 5 gennaio 2010 · lettura 2 min · 1858 letture

La Maschera

RaggiodiSole 242 poesie pubblicate
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Quando la sera mi strappo la maschera intrisa d'inchiostro dei sorrisi sereni di Bimba ed ancor bacio pieghe di antichi arazzi e sogni scoloriti dimenticati su scambi di linee parallele tra sbuffi di treni a vapore persi su cerulee tele e solo allora permetto alle mie guance di divenire l'alveolo del fiume silente che scorre e rimbalza tra Cuore ed Anima. Laghi scuri e profondi gli occhi miei dighe serrate di giorno nella notte urlano e scatenano tempeste intrecciando alisei e tramontane vergini madri partorienti perle di ghiaccio maceti che spaccano polpe di vermigli figli e strappano implacabili dalle mie mani virgulti di glicine e viole del pensiero. Solo le ferite delle iridi plumbee di pianto e dolori dispersi al maestrale possono parlarvi del marciume degli steli raccolti in trecce di nuvole e pensieri e messi a seccare sui trabucchi nelle reti dei pescatori del Nord. Sussurri catturati e dispersi tra le ragnatele degli acchiappasogni raccontano di Rosaspina d'infanticidi fossilizzati in cristalli di rocca e carezze d'eteree meduse pulsanti vernice fosforescente dondolandosi su palafitte di salgemma ove rondoni di mare nidificano tra bacche di rosa canina e fiori d'anemone.
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Ci sono dei momenti nell'esistenza di una persona, in cui indossare una maschera diventa quasi d'obbligo, poiché in questa società è difficile mostrare i sentimenti, lo stato d'animo di come siamo in realtà, tutto deve essere patinato ed omologato sullo standard dell'ambiente in cui abiti o lavori, in cui si svolge la vita, sia peché le persone non hanno il coraggio di dimostrarsi per ciò che sono, sia perché costretti dal ruolo che ricoprono all'interno della società, del lavoro o in seno alla famiglia. Solo quando sei da solo puoi calare la maschera e dare libero sfogo alla tristezza

L'autore
RaggiodiSole

Non saprei definirmi in altro modo che se non un Individuo in costante crescita, nello scoprire ciò che sono, in realtà, in totale trasparenza. Fondamentale per me, è essere sempre me stessa, qualunque sia il momento che sto attraversando in quell'istante della mia esistenza e nelle mie poesie si rispecchiano i miei s

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Commenti (9)

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El Corripio5 gennaio 2010

Lo stile libero senza catene, dona una gran leggibilità a questa poesia, perché tale la ritengo. Profondo ed intimo il contenuto, con belle immagini che non evidenzio, lasciandole al lettore, come lo sono stato io. L'apprezzo, malinconica e cruda come il trattener lacrime.

Rosy Marchettini6 gennaio 2010

Superba e meravigliosa poesia La maschera che poniamo sul volto al mattino quando usciamo di casa è a volte obligatoria, anche se sono contraria, per non far trapelare i nostri sentimenti, le paure che ci rincorrono, le occhiaie del pianto... Scritta con versi che provengono dal profondo dell'anima, questi versi sembrano essere magici Molto, molto apprezzata e piaciutissima

Hiba Massaoudi6 gennaio 2010

Ogni volta che leggo le tue poesie ho i brividi. La tua poesia è un film. Sì!un film... ogni verso si trasforma in immagine. Sembra quasi di stare al cinema, ed osservare immagini, che veloci passano,"random" davanti ai nostri occhi. davvero.

Anonimo Segreto6 gennaio 2010

L'autore dimostra una profonda sapienza, dellao stato interiore e illumina il cammino dei popoli

F

La fattidicità dell'esistenza che pone l'uomo in una posizione dicotomica tra il dovere vivere ed il dovere essere. Costrizione di sé e costruzione di sé in una dialettica dell'esistere conflittuale e sofferente. Bella

Sergio Melchiorre6 gennaio 2010

Come sempre, la poetessa ha scritto una poesia che si legge tutto di un fiato... Apprezzata!

Salvatore Ferranti6 gennaio 2010

ci sono mille maschere che siamo costretti ad indossare, ogni giorno, e questa non è una cosa che non porta con sè una qualche forma di dolore, di malinconia, di disgusto. davvero bella questa poesia, molto apprezzata.

Antonio Biancolillo6 gennaio 2010

Come ti capisco... come apprezzo questo volto di maschera... che tante volte ...forse troppo spesso... si deve usare... E' vero... verissimo quello che ci trasmettono i tuoi versi e le tue righe di nota... Mi trasformo facilmente quando riesco ad essere me stesso... libero dai legami di ogni giorno... quelli che condizionano ogni mio passo... Quando si è soli e in piena libertà...divento quello che veramente sono... Magnifica la tua esposizione e la tua abilità nel trasmetterci queste sensazioni del nostro vero essere... dopo la maschera...

Fabrizio Diotallevi6 gennaio 2010

la nota fa male, tanto è vera, ma tu possiedi una gran forza, una grande determinazione, i nostri animi sono destinati forse alla tristezza, ma rifiutiamom maschere ed atteggiamenti di convenienza, questo credo sia un grande dono, è vero, tutto è omologato, ma nella giostra non credo tu voglia salire, usi la penna come un bisturi che indaga nelle pieghe profonde dell'animo, racconti di verità che non si possono contestare alla tua maniera, usando parole forti oppure dolci a seconda del concetto da ribadire. Poesia che non fa ...una piega