Senza titolo
Non mi sorprendi più, come
certe parole amate,
scavate, sudate e
già lontane, sfinite, svuotate.
Ed estraneo è,
ora, il tuo corpo, come
fosco è il limite estremo
del prato, il fraseggio del bosco,
il brusco precipitare
del fosso, il fruscio del bosso.
Eppure, amore, in questo
stupido rumore di
folle, in quest'osceno dolore,
sei tu l'attonita menzogna,
la bestemmia in cui mi riconosco
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