Nessun rimpianto
You Don’t Know Me
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solo la lama sentiì
penetrare nella carne
il resto fu una nuvola rossa
e uno schizzo sul muro
mentre l'ombra in ginocchio cadeva
l'impronta della mano
allungava una striscia di sangue
un disegno graffiato
e l'odore dolciastro
solo un gorgoglio alla gola
nessun lamento
gli occhi
appannati chiusi nel sonno dei giusti
mentre l'ora scoccava
ogni traccia di rabbia
spariva e la pace
distese le labbra
un sorriso salutò la vita
e fu subito sera
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L'autore
You Don’t Know Me
il certo di me non potrà mai essere rimango nell'incerto * 1° aprile 1958 * you don't know me
Commenti (2)
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Nemesis Marina Perozzi9 gennaio 2010
Non è dato di sapere se chi sta morendo è un eroe o un infame. Nel momento del guado del tempo, raggiunge comunque il sonno dei giusti, perché l'inferno è qui sulla terra e non altrove.
Francesco Scolaro9 gennaio 2010
Inizialmente apparentemente tragica, ma poi il ritmo si placa scemando in un sospirato "sollievo..."


