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Spirituali 9 gennaio 2010 · lettura 2 min · 1058 letture

Meditazione

Jayan Walter 78 poesie pubblicate
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Fiumi di pensieri, suoni, luci, impressioni, rancori e dolori, gioie e amori, ricordi del passato e aneliti del futuro affollano la mia testa come cavalli impazziti che corrono senza meta nella landa arida e deserta. Mi sento confuso, stordito, frastornato, sono intrappolato nella rete funesta della mia mente, illuso dal gioco delle apparenze, dei fantasmi che mi trasportano verso mondi inesistenti, mi perdo negli attaccamenti, nei piaceri, nelle sensazioni, nel divenire, un oceano di immagini ruota intorno a me, ed io le inseguo come un cieco segue il suo cane. Poi un sussurro vibra nel mio cuore: il nome di Dio mi trasporta in un mondo di pace. Nel silenzio della mia anima si spegne ogni frastuono e beato riposo nella stanza interiore del mio Sé. Rimango immobile a guardare quel gioco irreale e fittizio, quell'altalena di immagini che ruota intorno a me. Non sono più preda delle illusioni, nulla più mi tange e nulla più mi costringe, sono libero dai desideri, sono libero da ogni schiavitù. Vivo appagato non più dipeso dall'altrui mercede, solo in me stesso riposa la mia fede, sono infinito beato e null'altro.
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Quando scrivo del nome di Dio come un sussurro mi riferisco al "mantra", cioè a una o più parole che sono usate per meditare. Questa parola/e è la vibrazione di Dio, dell'Infinito in noi, e nel ripeterla interiormente ci porta all'esperienza di Dio. E' una tecnica di meditazione molto usata. - In risposta a Rudif: il mantra è uno strumento che ci aiuta a entrare in meditazione, quando siamo Infinito non c'è più parola o manifestazione, solo Essere.

L'autore
Jayan Walter

Sono uno scrittore e un imperterrito idealista. Anche se sono nato a Napoli (15.3.57) e vivo ancora qui (ho un grande desiderio di trasferirmi altrove, questa città è diventata invivibile!) mi sento cittadino del mondo. Sono uno studioso del pensiero orientale e pratico la meditazione dal 1975. Mi interesso anche di tu

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Commenti (1)

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Azar Rudif10 gennaio 2010

In molte religioni la "parola" o anche i soli simboli alfabetici come nell'ebraico o le rune nei paesi nordici sono considerati espressioni divine o di collegamento a Dio. In realtà credo che che siano solo un mezzo per accendere quel fuoco che è in noi, ma poi non servono più come si farebbe con un fiammifero. Dio, chiunque o qualunque cosa esso sia, non può essere rinchiuso in definizioni semantiche, simboliche o, peggio ancora, in religioni e filosofie, anche le più complicate e arzigogolate. Dio è semplice e non per Nulla è Uno ed Infinito Molto buona l'esposizione