Mare d'inverno
Maurizio Melandri
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Mare d'inverno
gonfio di pioggia
voli più ampi di uccelli feriti
stanco il pensiero
sotto un ombrello di nuvole nere
ed il cuore batteva i rintocchi
Il bavero alzato e un foulard che vola
gli occhi nella nebbia, il vento ci prende
Immagina un po' di sole
immagina te felice
immagina me
come volevi che fossi
Impallidisce l'ultimo sole
le ombre son fuggite
soffi di maestrale
recitano sommesse litanie
Volano bassi gli uccelli
volano bassi i nostri pensieri
L'ultimo sguardo
l'ultima fotografia impressa nella memoria
Restano le impronte
sulla sabbia bagnata
resta il ricordo
del tempo fuggito.
©
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L'autore
Maurizio Melandri
Si può definire quello che si é usando parole più o meno appropriate, termini anagrafici e sociali che tratteggino il proprio inserimento in questa società od il malessere di viverci... Poi c'è un modo più sottile e veritiero di descrivere quello che si é ed è rappresentato dal proprio mondo interiore, dalla prop
Commenti (1)
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Rossella Gallucci16 gennaio 2010
Malinconici ricordi di un tempo che non c'è più ... Versi di forte impatto, molto suggestivi. Bellissimo questo mare d'inverno! Davvero sentita ed apprezzata

