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Introspezione 16 gennaio 2010 · lettura 3 min · 1150 letture

Quattro pezzi di una bottiglia rotta

Nicolò Spiriti 20 poesie pubblicate
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Come questa bottiglia rotta, che vedo per terra, la mia vita è distrutta. I quattro pezzi più grandi risplendono di luce, mettendosi in risalto tra il grigio dell'asfalto. In quei pezzi io rivedo i momenti più belli della mia vita: ora mi fermo, apro la mente e nei miei ricordi lento accedo. Ricordo di una ragazza che conobbi in un parco. Una donna come le altre, ma diversa completamente. C'era il fiume, il tramonto, una dolce atmosfera. Continuammo a parlare finché divenne sera. L'accompagnai felice, mano per mano, fino a casa sua. Quando arrivammo lì, successe qualcosa di strano: le nostre mani non volevano staccarsi e intensamente continuavamo a guardarci. I nostri visi si avvicinarono e le nostre labbra si accarezzarono. Ricordo di una creatura che nacque dal grembo di quella ragazza, che un giorno sposai. I suoi vagiti, i suoi capricci, le prime parole e primi pasticci. La sua gioia quando scartò il regalo e trovò il trenino giocattolo che tanto desiderava. L'abbraccio che mi diede per ringraziarmi e la felicità con cui ci giocava. Quando, come feci io, trovò l'altra parte del suo cuore, si sposò e mise su famiglia. Ricordo della mia casa, una casa di campagna, ereditata da mio nonno. I campi di viti che la circondano e gli alberi di pesco che sul fiume si affacciano. Quando lavoravo col vecchio trattore e finivo a mezzogiorno, bagnato di sudore. Quando ritornavo a casa e sorseggiavo un'aranciata insieme a mio padre. Dopo il lungo lavoro era sempre un piacere sedersi a riposare e con mio padre, mettermi a parlare, a scherzare. L'ultimo ricordo è quello più tangibile. C'era la terra sporca, il cielo scuro, i corvi nel cielo, un presagio oscuro. Una sensazione indescrivibile: come se ti osserva qualcuno, qualcuno di invisibile. Mi ritrovai per terra: sopra di me c'era un'altra persona. Mi disse di star fermo o altrimenti sarei morto: "Quelle raffiche di proiettili ti lacerano il corpo!" Mi salvò quel giorno buio, mi salvò rischiando la vita. Divenni suo amico, ma alla fine della guerra dovetti separarmi e non lo vidi più. Ma di lui sempre mi ricorderò e mai lo dimenticherò. Ma la vita, come una bottiglia che prima è intatta e dopo si rompe, può cadere e distruggersi. In quella bottiglia io rivedo la mia vita, che quando era piena poteva essere utile, ma quando si è svuotata è stata lanciata e per terra si è spaccata.
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L'autore
Nicolò Spiriti

Sono nato il 12 maggio del '94 e sopravvissuto fino ad ora. Non posso lamentarmi X)

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