Canto d'un poeta russo
Massimiliano Zaino
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Desolata è la steppa infida.
Si lamenta il cupo tifone.
Nevica... Già si fia una sfida
il viver tra il ghiaccio e il gelone.
Impetuosa vien la bufera.
Terribile risòna il vento.
Dal cielo l'aura scende altera,
e semina gelo e tormento.
Presso al crepuscolo sta un Sole
che lugubre ha brillato poco.
Guarda: la moritura mole
di quest'astrifiammante foco...
Là! Guardate: spira tra i nembi,
mentre il ciel grigio si fia nero.
Abbandona il dì questi lembi.
Vien la notte come mistero.
Fumano i miseri camini.
I lumi si smorzan veloci.
Dormono i candidi bambini.
Ululano i lupi feroci.
Dall'orizzonte pien di foschia
giunge un drappello di cosacchi.
Reduci dalla pugna sì ria
gli eroi al campo sen vanno stracchi.
Ne' pressi della Beresina
hanno pugnato strenuamente.
Una folle carneficina
han veduto terribilmente.
E nel core di quest'immago,
nell'impeto del nevicare,
mi giunge dall'amato vago
il viso ch'assai volli amare.
Magdalena, cara polacca,
quanto m'opprime in rie catene
questa trista terra cosacca
priva d'ore gaudie e serene.
Inverno! Solamente inverno!...
Il cosmo qui giace sconvolto.
Il gelo ingiuria coll'ischerno.
Qui impera lo spasimo... e molto.
Il cor senza speme si ghiaccia.
Spia il duolo in ogni direzione.
Piange la mesta e fredda faccia.
E tutto urla- Maledizione-.
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L'autore
Massimiliano Zaino
Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori
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