La Fine
Un ripetuto spandere diafano s'apre,
nelle immense praterie del nulla, dove
lo spirito aleggia calmo in tiepidi pensieri che furono.
Il secco respiro della menzogna qui non alberga.
L'umida e viscida alterigia s'attanaglia in vicoli bui.
In labirintici dove, senza meta alcuna, si disperde l'odio.
E il caldo diffondersi della luce io sento,
in un alba eterna e sacra che apre il chiuso e affannoso respiro di una vita d'inganni.
Odo il dolce suono dell'amore che mi chiama.
Vedo lo splendore d'una civiltà antica quanto l'universo.
Il ritmico battere di cuori unisoni.
E il cantico delle anime che dice: ora e sempre.
Scie di vita intorno a me che tornano da lungo sonno.
Sciami infiniti di luci che in dolci vortici giungono ove tutto ebbe inizio.
Una vibrante voce sentenzia la vita.
E la fine tutto inizia.
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Commenti (1)
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Mario Panzarella17 febbraio 2010
Un lessico dal sapore raro e una poesia che sa trasportare il lettore in un mondo antico e misterioso
