Il morto musicante
Splendido Leotta Michele
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Mentre stavo felice a cantare,
li vicino ad una chiesa
ci stava un funerale,
ma non mi sono accorto
che stava proprio da li a passare
il feretro con dentro
un maestro di musica
stecchito e bello morto.
Al mio udir canto stonato,
la folla che addolorata
l'estinto seguiva,
verso di me con sguardi lesi si girò.
Si fermarono all'istante
ed ecco che esce dalla bara
quel povero morto
che indignato
dall'incauto irriverente canto,
fu come uno spirito risorto.
Disse venendo verso me;
mi sono rotto!
non ne potevo più,
il tuo ton di voce
non lo mandavo giù.
La voce va abbassata
per essere intonata;
va bene l'ho capito
gli dissi un po' tremante
l'abbasserò d'un dito .
Devi essere concreto
altrimenti torno indietro,
e guai saran per te
ti porterò con me.
Sicuro signor morto,
starò accorto; ma ora la prego
ritorni pure a fare il morto,
e ripresi a ricantare
ma senza più stonare.
Il morto mi sorrise
e se ne andò contento e felice.
Che maestro, mi son detto,
anche da morto
d'orecchio era accorto.
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L'autore
Splendido Leotta Michele
Commenti (1)
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rosa dagostino17 marzo 2011
che morto dispettello, orecchio fino, ma un dito nell'occhio non glielo hai messo?

