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Comicita' 18 gennaio 2010 · lettura 2 min · 5526 letture

Il morto musicante

Splendido Leotta Michele 580 poesie pubblicate
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Mentre stavo felice a cantare, li vicino ad una chiesa ci stava un funerale, ma non mi sono accorto che stava proprio da li a passare il feretro con dentro un maestro di musica stecchito e bello morto. Al mio udir canto stonato, la folla che addolorata l'estinto seguiva, verso di me con sguardi lesi si girò. Si fermarono all'istante ed ecco che esce dalla bara quel povero morto che indignato dall'incauto irriverente canto, fu come uno spirito risorto. Disse venendo verso me; mi sono rotto! non ne potevo più, il tuo ton di voce non lo mandavo giù. La voce va abbassata per essere intonata; va bene l'ho capito gli dissi un po' tremante l'abbasserò d'un dito . Devi essere concreto altrimenti torno indietro, e guai saran per te ti porterò con me. Sicuro signor morto, starò accorto; ma ora la prego ritorni pure a fare il morto, e ripresi a ricantare ma senza più stonare. Il morto mi sorrise e se ne andò contento e felice. Che maestro, mi son detto, anche da morto d'orecchio era accorto.
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sei splendido grazie, il bello di unire strofa con finalità un po' fuori dal comune del poetare, con pizzichettatura di fantasia.28 febbraio 2010
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Splendido Leotta Michele
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Commenti (1)

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rosa dagostino17 marzo 2011

che morto dispettello, orecchio fino, ma un dito nell'occhio non glielo hai messo?