L'Arciere inglese a Patay
Massimiliano Zaino
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Ferito nell'impeto sì iracondo
de' franchi cavalieri,
stordito dal mortal colpo profondo
degli acciari sì fieri
l'anglo arciere celer stramazzò a terra
e col core dolente
già s'appressava a dir addio alla guerra...
al certame furente.
Mirandolo nella carneficina
scese dal bel destriero
la vergine donzelletta divina;
e senza spirto altero
a lui s'appressò misericordiosa
a donargli il conforto
dell'estrema confession dolorosa
che fugar dovea il torto.
L'arciere, sebbene tanto perplesso
il perdono supplicò;
e ogni tristo fallo ch'avea commesso
alla dama palesò.
Giovanna allora gli segnò la fronte
col segno della Croce.
Ella avea perdonato tutte l'onte
del rivale feroce.
Colle mani sozze di sangue vivo
poi si tolse il cimiero,
e mostrò il giovanil volto giulivo
al miser cavaliero.
Alla vista di quel viso celeste
l'arcier spirò ridente
e libero dalle teme funeste
dell'Inferno opprimente.
Un Francese ansimò- E' morto quel cane-.
Ma al detto villipeso
Giovanna sclamò- L'ingiurie son vane:
quell'uomo già è asceso-.
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L'autore
Massimiliano Zaino
Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori
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