L'affanno di un lamento

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bella immagine da brivido apre la poesia. "una crisalide mai mutata in farfalla" e la mano che viola "la polvere sul mio tempio". le metafore parlano dell'anima e dei suoi dolori, dei suoi timori... la paura è spesso frutto altrui... abbiamo paura degli altri. di quei volti che sorridono e tentano, volti che sembrano ombre, diventano orrore. si scava nella coscienza, si scava tra lacrime non mute e la dignità che stride... ed è senz'anima. belle personificazioni, bei paradossi,è una poesia d'anima che parla di dignità"senz'anima". "sussurri deformi e tentacoli" li sento che avvinghiano e i lamenti, li sento, mentre gli argini del cuore sono colmi d'acqua. ma gli ultimi versi,è speranza, si risale in superficie per raccogliere i rubini del giorno. bella
E' un'aria rarefatta, questa che si respira nei primi versi, un'aria che soffoca ogni pensiero, ogni attimo di vita. Come una "crisalide mai mutata in farfalla", questa di un'anima mai capace di prendere il volo e di sentirsi libera. E' un susseguirsi di immagini che evocano paure, disordini del cuore, rumori nella mente e forte senso di dolore, quello che invade, ogni parte del proprio essere. Ma... ogni giorno è un giorno nuovo per poter "raccogliere piccoli rubini" che non sono altro che nuovi punti di riferimento per ridere alla vita e sognare ancora. Spledida introspezione, impreziosita da superbe metafore ed immagini, particolarmente, efficaci e significative.


