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Introspezione 21 gennaio 2010 · lettura 1 min · 4082 letture

Ombre A Minar Il Sole

Antonella Bonaffini 924 poesie pubblicate
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Caduche foglie Son diventate le giornate Cadono lente Da un albero che oscilla Tramonta il sole Spegnendo le risate. L'entusiasmo scivola Sull'altalena della vita Il piede dondola sino a sfiorar la terra La mano è tesa Ad accettar la grande sfida. Vorrei vagar In mari che non celano isole Cieli infiniti scaldati da dolci aurore Ma sono ferma Con le ginocchia al petto Braccia legate A trattener intima voce... Ed è profondo l'oceano Che il corpo mio percuote Gelide acque ne inghiottono il colore L'anima vaga A ricercar il sapore di utopie che tagliano la luna all'ombra fioca dei dardi del dolore.
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La mente doimentica... il cuore fa fatica.

L'autore
Antonella Bonaffini

Chi sono? Gran bella domanda... Semplicemente un io "scomposto" tra i tanti....forse più composti di me. Sono nata a Messina città a cui sono molto legata il 29 Agosto del 1974. Vivo a Roma da 13 anni. Sono orgogliosissima di esser Siciliana. Da sempre adoro scrivere e dipingere. Credo di aver un arcobaleno gig

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Commenti (18)

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Salvatore Ferranti21 gennaio 2010

poesia malinconica, ma molto profonda e sentita. emozioni condivise. apprezzatissima.

Veleno21 gennaio 2010

Lasci il tuo ermetismo spesso crudo alla semplicità di linguaggio di questa poesia ...una dolcezza velata altrettanto malinconica e sofferta, piena di sensazioni che vagano ancora senza metà in quell'anima irrequeta che ti caratterizza. Splendide parole, splendidi pensieri, splendida poesia.

Rossella Gallucci21 gennaio 2010

Suggestive immagini descrivono un tormento interiore . Da una parte la ricerca di isole in grandi mari, dall'altra il dolore che lacera l'anima e ripiega su se stessa. Stupenda in tutto

Moreno il Duca21 gennaio 2010

una dolce poesia malinconica dove il dolore entra in modo deciso, non lasciando la giusta dimensioni alle emozioni e sensazioni che non trovano la loro precisa identità bellissima poesia apprezzata

P
Pp21 gennaio 2010

Il cuore fa fatica, molta fatica... Ma c'è sempre la speranza di un nuovo giorno che ci sorridera'...Molto bella e condivisa.

Kiaraluna21 gennaio 2010

Versi di grande sensibilità e suggestione, un ricamo dello stato d'animo di un cuore che, inevitabilmente, gira su se stesso, perché,a mio parere, mai potrà dimenticare. Certe ferite non rimarginano mai. Sentitissima Anto, da conservare.

Silvia De Angelis21 gennaio 2010

Pregio e lessico appropriato donano a questa lirica malinconica intenso valore. Originalità,metafore e profonde espressioni la rendono preziosa alla lettura che trascina il lettore fino all'ultima parola... Versi molto apprezzati

Daniela Pacelli21 gennaio 2010

Splendidi versi Anto di un introspezione così intima descritta con parole stupende in questi versi che donano vita alle immagini nelle bellissime metafore rappresentate. La conservo, applausi grandi! Da fiocco rosso

G
Giuseppe Zingale21 gennaio 2010

La volontà più forte della stessa libertà non può abbatere l'ineludibile percorso dei nostri destini. Schiavi della nostra presunzione vorremmo cambiare le carte nel gioco irreversibile dell'effimero fino alla naturalità della morte.

Angela Rainieri21 gennaio 2010

Introspezione profonda e di grande sensibilità in cui l'autrice, con stile elegante e versi pregevoli, pone l'accento sulla caducità della vita che scorre rendendo i giorni "fraglili"come foglie d'autunno... Sublime.

Carlo Fracassi21 gennaio 2010

In verità mente e cuore sono un tutt'uno e l'una se dimentica, l'altro la segue ma non è facile liberarsi dagli infiniti ritorni che creano solo tristezza e solitudine. Comincerei con l'amarmi di più e pensare che, prima degli altri, abbiamo bisogno di noi.

Berta Biagini21 gennaio 2010

Ha ragione la nostra poetessa – il cuore fa fatica, non dimentica – e questi versi ne sono la prova talmente sono carichi di tristezza.

Antonella Scamarda21 gennaio 2010

"Vorrei vagar in mari che non celano isole"... quelle isole amiche, rifugi sicuri per le nostre incertezze, le nostre paure, dove poter approdare, quando siamo naufraghi, nelle tempeste della Vita! Bella, tanto.

Antonio Biancolillo21 gennaio 2010

Quanta verità in questi scorrevolissimi versi... un dimenticare che il tempo sa portare alla mente... ma che niente riesce a fare al cuore... il cuore che non riesce a dimenticare le sue ferite... esse ritorneranno... anche non volute... nei nostri pensieri... Sei fortissima nelle tue esposizioni... con quanta facilità...con quanta delicatezza riesci ad arrivare... Bellissima carissima Anto...

Nemesis Marina Perozzi21 gennaio 2010

Ginocchia al petto e braccia legate... la posizione di chi si rannicchia come il feto nel grembo materno... Desiderio di farsi proteggere e cullare, galleggiando, monade solitaria, nel liquido amniotico dell'universo mare...

Rasimaco21 gennaio 2010

eleganza e lessico raffinato uniti alla consueta validità del tema trattato fanno di questa composizione una piccola perla da conservare... bella!

Azar Rudif21 gennaio 2010

Malinconico volo della fantasia come a voler fuggie, ma qualcosa ci acora al dolore

Jeannine Gérard21 gennaio 2010

Sai Antonella non si possono ascoltare nello stesso tempo due maestri, CUORE E MENTE, difficile andare in simbiosi, una è la sagezza, l'altro è la spensieratezza, la voglia di strafare, la voglia di amare, e se l'uno contradisce l'altro ecco che si trovono in conflitti perpertui, ma siamo umani, e credo che abbiamo tendenza ad ascoltare piu il cuore che la mente, e questo fa di noi, persone sempre un po' combattute e la grande sfide inizia, utopie... e l'anima vaga alla ricerca di se stessa, una introspezione condivisa...