Io e i miei ragni

Commenti (10)
Siamo alle solite. La Spurio non imbavaglia né cuore, né anima. Vede e dice tutto. Il gesto impavido non le difetta mai. E' guerregliera spavalda soprattutto contro sè stessa. Ma nella sua animosità c'è la leggerezza di un essere che vuole capire. Solo capire. E far capire. Con il talento che le è proprio. Anzi l'attese quando nacque. Non si deve commentare la sua lirica. Ma il suo genio. Analizzare bene perché un suo verso può contenere l'amore e il suo opposto, la malinconia e il suo contrario. Insomma, tutto e il contrario di tutto. Ma senza mai contraddatirsi. Sempe in mirabile armonia. Sempre con la massima delizia.
"il cuore non sa cosa sia amore", introspezione, ragni come tarli mentono forse agli occhi degli altri, ma con i quali "nelle sere dannate" fai a pugni... Sono le sere del poeta senza quelle non potresti regalarci magia e poesia...
Sarebbe splendida non fosse per quel "le morti estati", che spero sia un refuso...
Profonda introspezione con ragni complici delle fittizie ragnatele che ci creiamo portando senza convinzione la nostra maschera,è solo la mia interpretazione ma i versi sono stupendamente espressi.
Di stile onirico, dove non è difficile percepire un profondo disagio interiore, ed i ragni forse ne sono la metafora più evidente... questi versi si esprimono in fine e bella poesia che si lascia leggere con leggerezza, nonostante la profondità del pensiero... e questa è una caratteristica che ne fa la differenza... tra tante altre!
Profonda e sincera introspezione attraverso metafore come sempre molto efficaci. Non si risparmia l'autrice, va a fondo, tocca con mano il suo dolore e lo porta in superficie. E' davvero ammirevole il suo coraggio. La lirica è splendida. Un inchino.
profonda nella disamina di se stessa, cruda nell'analisi dei propri moti interiori lascia sempre uno spiraglio al respiro... poesia che va letta lentamente ed assaporata in tutte le sue sfumature...
Bella, ma di una tristezza e malinconia che riempie i minuti di lettura ed oltre. Sembrerebbe una contraddizione ma è stupenda nel suo dolore. Ah, il violino... come accompagna questi versi. Apprezzata nella immensa capacità comunicativa e nell'eleganza.
I ragni... Che corrono, ci invadono il cervello, ci annebbiano... I ricordi, i rimpianti, la vita vissuta e non... Potente.
Hai toccato un mio tasto debole: i ragni. Praticamente... li adoro! Mi identifico anche molto spesso in un ragno, o nella sua preda, il Ragno è un alto simbolo Spirituale, ed è visto sia in positivo che in negativo. Ma in più che dire, Giorgia, sono noiosa e ripetitiva, ma non posso far altro che esserlo. Sei eccezionale, veramente eccezionale, qualsiasi argomento tu prenda in esame, ne trai fuori Opere di incommensurabile valore.









