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Introspezione 22 gennaio 2010 · lettura 1 min · 5591 letture

Io e i miei ragni

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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Porto una maschera a metà... un trucco di cera che pende senza aver nome né sensazione come apatia che stringe le piaghe dei polsi Come fantasma che affonda la mia testa nel cemento dei muri sospesi nel silenzio delle violenze del cielo Il cuore non sa cosa sia Amore... guardo stelle trasformarsi in neve e i ragni salgono sulla mia pelle Li porto a passeggio Loro mi offrono dolce e muta compagnia come neri nei appesi alle nubi di un teatro di carta e nebbia Nascondono vocali e canini nascondono anche le mie bugie Quelle che dico alla mia anima allo specchio delle sere dannate Complici di menzognere danze e di passeggiate verso le morti e l'estati Io e i miei ragni ci accoccoliamo sotto regno di neve e... amianto.
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quando l'anima si specchia... la vediamo nuda di nulla... e contiamo i suoi nèi... e ci accorgiamo che sono ragni, si spostano di millimetri e ci accompagnano... loro che sanno tutto di noi.
quando l'anima si toglie la sua maschera, e di lei rimane solo la sua pura essenza nella solitudine dopo lo spettacolo, dopo gli applausi da teatro, dopo finzione di intelletto.
rimaniamo soli... noi e i nostri ragni.11 marzo 2011
L'autore
Giorgia Spurio
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Commenti (10)

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Giorgio Lavino22 gennaio 2010

Siamo alle solite. La Spurio non imbavaglia né cuore, né anima. Vede e dice tutto. Il gesto impavido non le difetta mai. E' guerregliera spavalda soprattutto contro sè stessa. Ma nella sua animosità c'è la leggerezza di un essere che vuole capire. Solo capire. E far capire. Con il talento che le è proprio. Anzi l'attese quando nacque. Non si deve commentare la sua lirica. Ma il suo genio. Analizzare bene perché un suo verso può contenere l'amore e il suo opposto, la malinconia e il suo contrario. Insomma, tutto e il contrario di tutto. Ma senza mai contraddatirsi. Sempe in mirabile armonia. Sempre con la massima delizia.

Andriuslan22 gennaio 2010

"il cuore non sa cosa sia amore", introspezione, ragni come tarli mentono forse agli occhi degli altri, ma con i quali "nelle sere dannate" fai a pugni... Sono le sere del poeta senza quelle non potresti regalarci magia e poesia...

M
Massimiliano Manocchia22 gennaio 2010

Sarebbe splendida non fosse per quel "le morti estati", che spero sia un refuso...

Franciscofp22 gennaio 2010

Profonda introspezione con ragni complici delle fittizie ragnatele che ci creiamo portando senza convinzione la nostra maschera,è solo la mia interpretazione ma i versi sono stupendamente espressi.

Mario Bugli22 gennaio 2010

Di stile onirico, dove non è difficile percepire un profondo disagio interiore, ed i ragni forse ne sono la metafora più evidente... questi versi si esprimono in fine e bella poesia che si lascia leggere con leggerezza, nonostante la profondità del pensiero... e questa è una caratteristica che ne fa la differenza... tra tante altre!

Rossella Gallucci22 gennaio 2010

Profonda e sincera introspezione attraverso metafore come sempre molto efficaci. Non si risparmia l'autrice, va a fondo, tocca con mano il suo dolore e lo porta in superficie. E' davvero ammirevole il suo coraggio. La lirica è splendida. Un inchino.

Rasimaco22 gennaio 2010

profonda nella disamina di se stessa, cruda nell'analisi dei propri moti interiori lascia sempre uno spiraglio al respiro... poesia che va letta lentamente ed assaporata in tutte le sue sfumature...

El Corripio22 gennaio 2010

Bella, ma di una tristezza e malinconia che riempie i minuti di lettura ed oltre. Sembrerebbe una contraddizione ma è stupenda nel suo dolore. Ah, il violino... come accompagna questi versi. Apprezzata nella immensa capacità comunicativa e nell'eleganza.

Clodiaf090422 gennaio 2010

I ragni... Che corrono, ci invadono il cervello, ci annebbiano... I ricordi, i rimpianti, la vita vissuta e non... Potente.

RaggiodiSole23 gennaio 2010

Hai toccato un mio tasto debole: i ragni. Praticamente... li adoro! Mi identifico anche molto spesso in un ragno, o nella sua preda, il Ragno è un alto simbolo Spirituale, ed è visto sia in positivo che in negativo. Ma in più che dire, Giorgia, sono noiosa e ripetitiva, ma non posso far altro che esserlo. Sei eccezionale, veramente eccezionale, qualsiasi argomento tu prenda in esame, ne trai fuori Opere di incommensurabile valore.