Monologo del risveglio
Vincenzo Malato
16 poesie pubblicate
+ Segui
Veder nascere l'alba
È un po' come assistere
Ad un risveglio:
È lento, inconsapevole,
Insicuro.
I raggi arrivano spaesati,
senza sapere dove, come e
quando e
soprattutto perché.
Sono timidi, morbidi,
impacciati
come un attore
che sale sul palco
alla sua prima.
E poi le caldaie,
primi singhiozzi di vita,
E le caffettiere,
denti che battono balbettanti ...
E gli sbadigli di un sonno scippato
Da quel furgone della frutta
O dalla sua marmitta bucata ...
Quindi le lacrime, il pianto ...
Non quel semplice rigare le guance,
ma quel pianto liberatorio,
quell'affermare, convincere/convincersi
d'esserci, che per qualche istante
non c'è stato, non pareva esistere,
quel dire con convinzione:
"si, io ci sono mondo!"
Come gridare:
"eccomi,
queste lacrime, prendile,
sono le mie,
le mie lacrime;
ma si,
e presto avrai anche il mio sangue,
ma ora, per piacere,
lasciami vivere".
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Vincenzo Malato
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
