Millenovecentosessantuno
Eran presenti nei libri di storia
vicende che con una grande boria
conducevano militi a vittoria,
tosto seguita da immortale gloria.
Ma io pensavo che senza l’evento
d’aver preso Trieste nonché Trento,
se altrimenti spirato avesse il vento,
sarebbe stato l’uomo più contento.
Appartenere all’Austria, all’Ungheria,
all’Italia, a un Paese quale sia,
certo non dà nessuna garanzia
d’addolcire l’umana traversia.
Si dannino D’Annunzio e Marinetti,
insieme ai generali tanto inetti
che alle famiglie tolsero gli affetti,
privandole dei figli giovinetti!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
A
Tutte le opere →
L'autore
Antonio Terracciano
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
L
Lorenzo Crocetti25 gennaio 2010
Un artifizio tecnico del nostro (pluralis maiestatis) amico Terracciano, che rima con arte le quartine a quattro a quttro, senza scomporsi e senza disperdersi in quel difficile rimario. Anzi, facendoci capire bene.
Nemesis Marina Perozzi25 gennaio 2010
Ho vissuto anch'io la retorica scolastica di quegli anni (nel 1961 ero in prima elementare) e mi ricordo la mia maestra, che, quando raccontava quei fatti, si commuoveva sempre, fino alle lacrime...
