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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Giorgia Spurio
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Uomini 25 gennaio 2010 · lettura 2 min · 4659 letture

Rintocchi d'orologi

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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Hai profumo d'acciaio freddo ferro che tocca il respiro ed io... fingo di non sentirlo... Ti tengo per mano... Padre... ed il fiore dell'aurora canterà ancora una volta Ti tengo la testa... Padre... e il sospiro sarà fiato che si arrampicherà per i muri per non finire vomitato come parole d'insulti che lacerano pelle al silenzio Ti tengo io... padre... La luna sa come guardare i figli della terra con pietà e orrore ed io graffierò le sue nuvole per poi cadere giù nel labirinto di questo baratro gridando tutte le mie colpe E l'occhio del tempo io l'odio come illegittimo patrigno che scorre nelle vene di questo destino che si diverte a far sculture e plasmare sogni per poi gettarli nel fosso dove Narciso fecondò il suo suicidio Padre... il rossore che hanno le bianche pupille sono giade che prenderò tra labbra e a loro i miei baci di vergini segreti donerò come chiavi di prigione alle mani di quella luna che mi vide precipitare. D'accordo... padre... m'inginocchierò... a testa bassa guarderò pavimento di vuoti dove ponti reminiscenti d'illusioni si arrampicano come pitoni che stringono il collo agli angeli della dimora e a quei dèi Lari che non sanno più piangere. Padre... ti tengo la mano... ti prego non lasciarla più... ricordo ancora il rumore sordo e muto che distrusse all'aria vagante l'alito del sodalizio la mano di tuo padre quando cadde a palpebre aperte senza baci sul lenzuolo sporco di ricordi e rintocchi d'orologio.
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(i dèi Lari erano le antiche divinità romane protettrici della casa e della famiglia)

L'autore
Giorgia Spurio
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Commenti (6)

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El Corripio25 gennaio 2010

Intensa e coinvolgente, mirabilmente scritta. Coraggio (maturità) ed amore nello scrivere simili pensieri. Molto bella ed apprezzata. Le figure sono stupende.

P
Pp25 gennaio 2010

bellissima nella sua durezza di contenuto, attrae e si fa leggere senza prendere fiato... applausi a scena aperta!

D
DarioC 8525 gennaio 2010

lettera al padre... quasi una confessione, a tratti una supplica, a volte un velo di rabbia e di accusa... sentimenti contrastanti che si affiancano, si confondono, si mescolano... un rapporto complesso dal quale scaturiscono versi originali ed incalzanti in un susseguirsi quasi disordinato di emozioni che cattura il lettore (così l'ho capita! magistralmente scritta!

Clodiaf090425 gennaio 2010

E' violento lo stile di questa sensibile poetessa, fatto di immagini che non lasciano mai indifferente il lettore anzi gli impongono delle domande, degli arditi percorsi mentali. Qui è il rapporto fra la donna e il padre ad essere trattato e molto opportunamente sotto la categoria uomini: a poche di noi è dato averlo vissuto in modo completamente sereno e alcuni nodi emergono proprio qui, in questa poesia chiaroscurata. Molto apprezzata, forte, come sempre.

Rossella Gallucci25 gennaio 2010

La bellezza e l'intensità di questi versi è qualcosa che scivola sulla pelle per entrare nel cuore. C'è tutto: dolore, rabbia, senso di colpa, preghiera. Un rapporto a tratti conflittuale tra padre e figlia ma dove si sente un forte legame. Una lirica preziosa, l'espressività, la fantasia dell'autrice lascia sempre il segno. Un inchino

Fabrizio Diotallevi26 gennaio 2010

essendo padre, questa poesia mi tocca nel profondo, ho letto una preghiera di grande impatto, una poesia di rara intensità. é un crescendo continuo mirabilmente costruito... splendida