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Morte 27 gennaio 2010 · lettura 1 min · 2566 letture

Odore acre

Rossella Gallucci 312 poesie pubblicate
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Fumo nero e odore acre uscivano da quell'orrore. Non un urlo. Non un pianto. Non un gemito. Solo rassegnazione. Il dolore ormai un muro di pece che comprimeva un cuore svuotato dagli affetti. Li hanno uccisi due volte. Loro, i grandi, i potenti. Loro, a sterminare i diversi all'ombra di falsi miti. Scivolava nell'aria quell'acre odore, oscurava il cielo umana fuliggine esalando un ultimo respiro.
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27/01/2010. Per non dimenticare

L'autore
Rossella Gallucci
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Commenti (18)

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Antonella Bonaffini27 gennaio 2010

Questi versi sono di una bellezza ed una profondità mortale... arrivano come una lama... splendida.

Cuccu Anna Maria27 gennaio 2010

Un fumo nero che bruciava, ma non era carbone, erano i corpi di donne, vecchi e bambini. Un orrore che non bisogna scordare. Intensamente toccante. Stupenda.

Moreno il Duca27 gennaio 2010

una poesia intensa amara che rispecchia fedelmente quello che è accaduto in quel periodo nero della nostra storia europea degli esseri umani sacrificati per un falso ideale per la demenza di alcuni, il ricordo non si può cancellare immersi in quell'orrore di mostruosità umana piaciuta inchino... poetessa

Kiaraluna27 gennaio 2010

Grazie del tuo contributo in sensibilità con questi versi acri come quel fumo, dolorosi come l'incredulità che tutto questo sia veramente accaduto. Apprezzatissima e condivisa.

Gabriella Caruso27 gennaio 2010

Le vittime non sapranno mai che noi non abbiamo dimenticato, ma dobbiamo trasmettere queste belle poesie alle generazioni future perché sappiamo. Intensa. Grazie

Angela Rainieri27 gennaio 2010

Versi profondi e di grande sensibilità nel descrivere l'odore acre della morte che imperava nei campi dello sterminio... Tanto condivisa e apprezzata.

Antonella Scamarda27 gennaio 2010

Quando penso a quell'orrore, rimango impietrita, non riuscendo quasi a respirare... no, non si deve dimenticare. Lode al tuo contributo.

Triste27 gennaio 2010

"Umana fuligine..." versi di grande impatto che mettono addosso un grande senso di oppressione e sconforto per quanto "l'uomo" è riuscito a compiere... Bellissima poesia.

Nemesis Marina Perozzi27 gennaio 2010

Se ne sono andati senza un gemito, tra il silenzio di tanti che sapevano e non hanno parlato, di altri che intuivano e hanno preferito non sapere. Quale divinità può avere permesso questo? Per quale scopo? Riusciremo mai a farcene una ragione?

Danielinagranata27 gennaio 2010

Nel giorno della memoria... per non dimenticare intensa profonda e molto bella

Rosy Marchettini27 gennaio 2010

Bellissima quanto amara questa poesia che ci ha regalato per non dimenticare, per non dimenticare chi innocente è stato ucciso barbaramente dopo aver spremuto i loro corpi Poesia di cui essi ti sono grati e da lassù ti benedicono Applausi per la tua sensibilità

Berta Biagini27 gennaio 2010

Un ricordo quest'oggi che dovremmo far vivere in eterno affinché niente venga dimenticato. Molto molto sentita.

Daniela Pacelli28 gennaio 2010

Versi intensi che riportano indietro con gli anni, scene da brivido cantati con parole maestose. , molto apprezzata

Fabrizio Diotallevi28 gennaio 2010

di fronte a certe poesie è difficile trovare le parole, ma una cosa la vorrei dire e spero di non essere frainteso: mi sembra totalmente ingiusto che solo ai tedeschi venga imputato questo orrore, tutti sapevano e dico tutti e nessuno a mosso un dito, purtroppo la storia la fa chi vince. Poesia di sconvolgente crudezza, era l'unico modo per scriverla. Formidabile per come l'hai scritta, finale da incorniciare

Salvatore Ferranti28 gennaio 2010

splendida poesia che condivido in pieno nella sua tristezza e durezza. non dobbiamo dimenticare, mai... versi che entrano nel cuore.

Rita Minniti28 gennaio 2010

Impressionante l'esposizione di questi versi, intensissimi, profondamente forti, che lasciano tanta ma tanta rabbia nel cuore e tanta ma tanta amarezza e dolore. Intense le parole si accavallano, le une alle altre, unendosi al grido di dolore che, dal cielo, si sente sprigionarsi ancora, perché quel giorno ha pianto anche il cielo!

Francesco Luca29 gennaio 2010

poesia stupenda e condivisa... purtroppo i "potenti" non fanno sconti ma, al contrario, sanno solo uccidere nel corpo e nella mente... on si può, non si deve dimenticar...

Carla M Casula29 gennaio 2010

E non ci son parole per esprimere l'orrore di quella barbarie. Una poesia schietta, straordinariamente efficace ed incisiva come un punteruolo acuminato che fende l'anima. Bellissima e profonda.