Teatro
Un teatro deserto
piccoli decoratori
hanno avuto il tempo di ricamare
il sipario con fili d'argento
la polvere
si è adagiata
trascinando tutto in un sonno silenzioso
e creando un morbido tappeto
che attutisce i miei passi
le note
impregnano ancora le balconate,
riservate a dame eleganti e cavalieri gentili
E ora...
sfioro il rosso porpora dei pesanti tendaggi
e sento la felicità passata,
salgo sul palcoscenico
mi circondano ballerini attori con vestiti cangianti
pronti a recitare un copione che non conosco.
Un brivido, mentre guardo con gli occhi dell'attore
poltrone rosse e polverose attente a me
Si riaccendono le luci tornano i vestiti da sera
i sorrisi eleganti e i modi raffinati
coppie
benestanti
ma
anche
qualche
modesta
persona
chiudo gli occhi e torno nel silenzio
nel buio e polveroso spettacolo di ora
Bello anche così
intimo
delicato e malinconico,
questa tristezza
felice del passato
e della calma presente avendo il passato inciso nel cuore
lo sguardo di mio nonno mentre mi sorride...
la vita un teatro
scendo i gradini della scena
ripercorro il corridoio centrale
sfiorando con il pensiero le poltrone, mie spettatrici immobili
mi congedo con una riverenza
Torno ospite della mia vita.
©
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Commenti (1)
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Nemesis Marina Perozzi29 gennaio 2010
Mi sembra di respirare quella polvere, udire l'eco delle voci recitanti, la melodia delle note d'accompagnamento... Vedo la bacchetta magica che trasforma la grigia e triste realtà nel meraviglioso copione di una fiaba senza età!
