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Sociale 30 gennaio 2010 · lettura 1 min · 5087 letture

Il poeta

Angelo Ricotta 209 poesie pubblicate
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Povero poeta costretto a poetare la fronte sanguinante parole inascoltate Gli fanno concorrenza barbare emozioni soap opere mielose e chat multilinguali Col suo inutile fardello di versi e di memorie s'aggira sconsolato in una giungla di persone Tutte inscatolate in macchine veloci e preoccupate solo del pranzo di Natale dell'abito firmato del gioco più in voga Povero poeta lasciato in un cantuccio a compitare versi che nessuno leggerà Sull'umido cartone gelido di pioggia che il carro asporterà insieme alle sue spoglie
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Alla base di una poesia vi sono sempre molteplici ispirazioni, molte delle quali inconsce. Questa poteva anche intitolarsi "Il Poeta e il Barbone" perché se fossi stato davvero un barbone non avrebbe mai visto la luce. Ma il poeta può, almeno per un attimo, identificarsi con i reietti della terra e persino sperimentare con loro la morte. Dopo averla scritta mi sovvenne l'immagine dell'amato Leopardi negli ultimi suoi anni desolati e quel suo canto "...quanto somiglia al tuo costume il mio..."

L'autore
Angelo Ricotta

Molti trovano la loro maggior fonte d'ispirazione in un'umanità roboante di vite straordinarie popolata di dei, semidei, eroi, re, regine, principi, grandi condottieri, influenti filosofi e scienziati e persino spietati criminali. Io invece sono interessato ad un'umanità molto più silente, negletta dai più, senza gran

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Commenti (8)

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Versi molto apprezzati, che se ne fa un poeta tra soap opere mielose e chat multilinguali... e dire che un opera poetica vale molto di più di tante stupidaggini che trasmettono in tv, ma per fortuna c'è ancora chi trasmette emozioni attraverso una bella poesia. Molto piaciuta

Cuccu Anna Maria30 gennaio 2010

Amara presa di coscienza di un poeta in un mondo consumistico e fittizio. Apprezzatissima.

Raggioluminoso31 gennaio 2010

Sottilmente accennato il tema dell'indifferenza in questo scorrere veloce e meccanico verso l'indispensabile avere per apparire. Poesia molto apprezzata e condivisa!

Gloria Frizzi31 gennaio 2010

persone invisibili agli occhi di chi troppo preso dai propri desideri non si accorge nemmeno dell'esistenza di queste persone speciali, molto bella

Nemesis Marina Perozzi31 gennaio 2010

Ormai non ci resta che farci risucchiare da un monitor LCD o al plasma, per entrare definitivamente in questo mondo di plastica, sintetico, virtuale, che ci ha contagiato con le sue illusioni. Da questa parte dell'universo restano solamente i poeti, colpevoli di essere soltanto capaci di dipingere la realtà con i colori della fantasia.

Barbara Golini1 febbraio 2010

una poesia profonda che analizza il tema da un punto di vista molto particolare e mette in evidenza le follie di un consumismo sfrenato e smemorato in cui la cultura non ha valore perché conta solo l'avere, la cultura vera diventa raccolta di dati, nozionismo puro e chi più ne ha più ne metta. Bellissima l'immagine del poeta povero clochard solitario le cui parole rimarranno inascoltate. Davvero bella!

Vivì2 febbraio 2010

Complimenti. Unico uomo in mezzo a 4 donne. Anche la tua poesia mi è piaciuta molto e penso che abbia meritato in pieno questa prima pagina. Dunque... bravo poeta!

T
Thomas5 febbraio 2010

Secondo me il "poeta" deve essere primariamente Consapevolezza. E per tanto, deve farsi consumismo stesso. delirio capitilistico stesso. deve farsi supermercato. Secondo me un poeta inascoltato oggi è un poeta che MERITA di essere inascoltato. Tuttavia, c'è un che di visionario nel tuo scrivere.