Paolo (I)
Pietro Roversi
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Stella ostile, t'impigli
come una mano non tua tra i tuoi capelli:
mozza, priva di tatto. Innaturale.
Ascolta le tue grida e ti risponde
l'uomo che porta i rifiuti, di già nel mattino
arrabbiato. Non è
mestiere facile, è ingrato.
Non mi piace: per questo l'ho scelto
per confidargli ciò che mi ha chiesto di dirgli
a metà tra la scusa e il segreto, di là dal cancello
a mo' di spiegazione. Ero anche sicuro
di non rivederlo mai più. Mi sbagliavo:
passata la nuvola viola
di pioggia nella notte, il quartiere deserto
è percorso da frotte di cani
idrofobi, gli uccelli
tornano insonni a delirare sull'inizio
del cespuglio di rose, inattesi, sul tetto
della casa, dopo il finire dell'inverno. E anche tu
sei rientrato dalla porta di servizio.
Sbatte con l'odio sordo di chi ha ricevuto un favore.
Canta la nostra voce senza saperlo
il nostro pensiero profondo.
Feriti si è feriti da chi s'ama. Così
non può toccarmi il tuo rantolo triste
di morto giovane, d'astro
inaridito che rigenera. Deponi
la cornetta, sei tu. Di malavoglia
scaturisce il tuo accento un'ombra limpida,
sia pur poca, però
originaria, più tua dei tuoi cattivi
consigli: assomiglia al passato
duro e difficile che altri mi hanno
confidato di te: siigli fedele.
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L'autore
Pietro Roversi
Sono un anarchico tradizionalista, un rivoluzionario conservatore e un iconoclasta benigno. Nella vita faccio il biologo strutturale, in Inghilterra. Ho scritto più di 500 poesie in 25 anni. A Settembre 2018 è uscito il mio ultimo libro: "Tirare l’acqua" (Gattomerlino Edizioni, Roma, 2018). Nell’autunno 2017 sono usc
Commenti (1)
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Clodiaf090430 gennaio 2010
Il ricordo di qualcuno, di una stella fuggente. Di attimi pesanti, di confidenze a orecchie estranee, di tradimenti. Come sempre questo autore segue il suo percorso che lo rende praticamente unico, sottoponendoci a stimoli diversi spiegati ai nostri occhi a partire da un nucleo lirico. Qui condensato nello stupendo "feriti si è feriti da chi s'ama". Bella.

